27/09/2020
06/01/2011

Verità
per Matteo

Non sarebbe stato un cecchino ad uccidere Matteo Miotto, l'alpino vicentino morto in Afghanistan lo scorso 31 dicembre. Questa nuova versione emerge dalla ricostruzione fatta ieri a Herat dal ministro della Difesa Ignazio durante la visita al nostro contingente

Non sarebbe stato un cecchino ad uccidere Matteo Miotto, l'alpino vicentino morto in Afghanistan lo scorso 31 dicembre. Questa nuova versione emerge dalla ricostruzione fatta ieri a Herat dal ministro della Difesa Ignazio durante la visita al nostro contingente.

Secondo l’ultima ricostruzione Miotto "è stato ucciso da un gruppo di insorti durante un vero e proprio scontro a fuoco e non da un cecchino isolato. L'uccisione di Miotto - aggiunge La Russa - è opera di un gruppo di terroristi, di 'insurgent', non so quanti, che avevano attaccato l'avamposto".

Il ministro inoltre ha dichiarato che Matteo avrebbe avuto il tempo di capire quello che gli stava succedendo, visto che le sue ultime parole sono state "Mi hanno colpito". "Subito dopo è stato richiesto anche un intervento di un aereo americano, che è riuscito a disperdere gli insurgent. Ma la battaglia è durata parecchie decine di minuti".

Secondo La Russa, in inverno gli attacchi dei talebani sarebbero dovuti diminuire, ma così non è stato. "Ad Herat il rischio è quello dell’attentato, come è stato in passato per alcune città europee minacciate dal terrorismo; in villaggi come Bala Murghab o nel Gulistan, invece, ogni giorno i nostri ragazzi si devono difendere dagli attacchi. Gli scontri a fuoco sono anche più di uno al giorno".

Questa nuova versione del ministro della Difesa però non convince del tutto il Partito Democratico, che ha chiesto al ministro di riferire in Parlamento.

Quello che non è dato sapere è per quale motivo, nell’immediatezza della tragedia, è stata fornita una versione lontana anni luce dal reale svolgimento dei fatti. Ricordiamo che il padre di Matteo Miotto da subito aveva espresso dubbi sulla versione ufficiale dello Stato Maggiore della Difesa.
L’unica certezza a questo punto è che Matteo non c’è più.