27/11/2020
10/02/2013

Monti, no voto disgiunto

POLITICA – Il Professore contro tutti. Gela i suoi, favorevoli ad Ambrosoli e conferma l’appoggio ad Albertini. Attacca il segretario Pd: “I risultati in Europa di Berlusconi li conosciamo, quelli di Bersani ancora no”. Con Vendola “nessuna affinità”. Infine sul Cavaliere:”Compra voti con i soldi degli italiani”

monti“Mi sento  un birillo contro cui sparano tutti”, confessa Mario Monti ai giovani riuniti a Milano per la convention di “Scelta civica”. A fine giornata si concede battute e sorrisi, “Pur non avendo ne’  cuore ne  umanità”, dice ironicamente il Professore. Intanto ha già risposto duramente al fuoco. A destra, a sinistra e anche ai suoi, quelli che in Lombardia caldeggiano il  voto disgiunto.

“Non condivido la logica del cosiddetto voto utile o inutile, auspico che coloro che voteranno Scelta Civica alla Camera e al Senato votino Albertini in Lombardia”, dichiara Monti indicando questo come un ‘disegno coerente’ per “non avere la Lega al governo della regione”. Insomma un “no” netto alla declinazione in chiave regionale del voto utile. Ciascuno è libero di votare chi  vuole, scandisce il premier uscente al Tgcom 24,  ma  la linea ufficiale è un'altra.

Lo vede anche il Professore il pericolo Maroni. Convinto, comunque, che il coraggioso Albertini sappia essere un argine.  Ma l’accento più forte dell’intervista viene riservato a Pierluigi Bersani: “E’ un po’ infantile - spiega – dire che siccome Cameron è contento si tratta di una vittoria di Pirro“. E poi: “I risultati in Europa dello statista Berlusconi li conosciamo, quelli di Bersani non ancora”.
 L'obiettivo primario comunque  è stoppare l'effetto domino che ha già contagiato parecchi nel movimento.

Dal primo sponsor  Ilaria  Borletti Buitoni  alle adesioni  di ieri, come  Dellai e   Pezzotta. Anche l'ex Pd Ichino sdogana la libera scelta.  Niente  di strano, chiarisce,  nello scegliere tra Ambrosoli e Albertini,  figure che per certi versi si equivalgono. Il timore di Monti, invece, è che tutto questo lo danneggi su piano nazionale. Rischiamo un suicidio politico, confida ai suoi. E così il Professore alza il tiro sul Pd. I Democratici, avverte, si scordino il nostro apporto se a dettare legge sui temi del lavoro saranno  i veti di Vendola. Poi sulle promesse elettorali di Berlusconi: “Il mio predecessore, che ritiene di essere anche il mio successore, continua a fare promesse, cercando di comperare i voti degli italiani con i soldi degli italiani”.