30/11/2020
01/02/2013

Processo Mediaset, no al legittimo impedimento

MILANO – Gli avvocati del Cavaliere lasciano l’aula. Lo strappo dei legali di Berlusconi blocca per la terza volta consecutiva la requisitoria della pubblica accusa. Berlusconi attacca: "La situazione della giustizia italiana credo sia una patologia della nostra democrazia". Alfano: "Intervengano Napolitano e il Csm"

ghediniTensione alle stelle al processo Mediaset. I giudici di Milano respingono la richiesta di legittimo impedimento per Silvio Berlusconi e i legali dell'ex premier per protesta abbandonano l'aula. “Questo processo ha una strada segnata che passa attraverso la conferma della decisione del tribunale e riteniamo che questa ordinanza vada al di là della leale collaborazione e impedisca al cittadino Berlusconi di poter essere al pari con i suoi contendenti”, accusa Niccolò Ghedini.

Tutti i difensori lasciano l'aula, nominando un sostituto processuale. Uno strappo, quello dei legali di Berlusconi, che blocca per la terza volta consecutiva la requisitoria della pubblica accusa e le conseguenti richieste di condanna. Riuniti nuovamente in camera di consiglio i giudici hanno confermato l’ordinanza. La corte ha rinviato il procedimento all'8 febbraio al fine di permettere alla difesa di conferire con il proprio assistito, come previsto dalla legge. 

Durissime le reazioni del centrodestra. Polemico Alfano chiede un intervento di ‘moral suasion’ del presidente della Repubblica. Il segretario Pdl si appella anche al Csm e contrappone con un velo d’ironia il rigore giudiziario, il comportamento della procura di Siena che sul caso Mps non ha fatto filtrare ne’ intercettazioni ne’ arresti. Anche  Berlusconi interviene sventolando un foglio con i suoi impegni per la campagna elettorale e le date delle udienze. “La situazione della giustizia italiana – attacca - credo sia una patologia della nostra democrazia di cui, quando saremo al governo, dovremo prioritariamente occuparci”.