21/09/2020
15/10/2012

Un uomo coraggioso

CRONACA - Non si sa chi sia, né dove sia andato. Quello che è certo è che si tratta di un immigrato senza permesso di soggiorno. Questo non gli ha impedito di mettere a rischio la propria vita per salvare una famiglia finita con l’auto in un canale in piena notte

Non si sa chi sia, né dove sia andato. Quello che è certo è che si tratta di un immigrato senza permesso di soggiorno. Questo non gli ha impedito di mettere a rischio la sua vita per salvare una famiglia finita con l’auto in un canale in piena notte. Secondo la ricostruzione, l’immigrato avrebbe aiutato i primi soccorritori gettandosi in acqua per salvare gli occupanti del mezzo, un lavoratore romeno con la famiglia, poi avrebbe fatto perdere le sue tracce perchè, come lui stesso avrebbe spiegato, marocchino clandestino.

Siamo in Abruzzo, vicino l’Aquila, nella zona de Fucino, in cui vivono in condizioni disumane e lavorano a giornata migliaia di extracomunitari. Il "gesto eroico" potrebbe essere stato compiuto da uno di loro. Secondo gli investigatori però sarà difficile che l’uomo esca allo scoperto. 

Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha riconosciuto il valore del gesto: "Se veramente è successo quello che raccontano le cronache, questo ragazzo è il benvenuto in Italia perché denota una grande umanità, e se veramente clandestino, questo suo gesto riscatta ogni forma di anche minima legalità formale da parte sua''. Tutto sta quindi a capire in che tipo di "minima legalità" si trovi il ragazzo marocchino. Ma se si trattasse di un lavoratore agricolo irregolare, ecco avrebbe trovato un aiuto da parte delle istituzioni.

"L'immigrato che ha salvato una famiglia dall'annegamento deve essere uno di quei ragazzi che lavorano nel Fucino e sono qui per necessità: ha perciò tutte le caratteristiche per rientrare nel processo di regolarizzazione in atto in questi giorni. Se si farà avanti intercederò presso la prefettura", è stata la presa di posizione del presidente della Provincia de L'Aquila Antonio Del Corvo. 

Le istituzioni insomma tendono una mano perché un gesto di tale altruismo non deve essere sottovalutato.