30/11/2020
08/12/2012

Berlusconi: “Corro per vincere”

POLITICA - Il Cavaliere: “Ritorno per senso di responsabilità, un altro leader non c’era”. E attacca i giudici: “La magistratura fa paura, è irresponsabile”. Monti: “Non si torni a situazione precedente”

montiLa conferma della ridiscesa in campo arriva da Milanello, nel giorno in cui Monti sale al Colle per incontrare Napolitano. “Io non entro in gara per avere un buon posizionamento, entro per vincere”, dichiara Silvio Berlusconi che a proposito delle elezioni precisa “Mi sembra sia stato indicato il 10 marzo e mi sembra una data che va bene”. “Palazzo Chigi non mi è mai mancato neanche per un minuto - riflette poi l’ex premier che attacca giudici e centrosinistra -  ritorno con disperazione a interessarmi della cosa pubblica e lo faccio ancora una volta per senso di responsabilità”. 

“Era chiaro a tutti che ci volesse un leader riconosciuto, abbiamo cercato un Berlusconi del '94 e non lo abbiamo trovato, ma non è che non lo abbiamo cercato, lo abbiamo cercato eccome, ma ‘el ghe no’ (“non c’è ndr.)”, ribadisce a proposito della leadership del Pdl. E sul segretario del partito precisa: “Ci eravamo dati una nuova dirigenza con il fantastico Angelino Alfano, ma ci vuole tempo per imporsi come leader. Tutti i sondaggi davano il Pdl a un livello che non basta per contrastare la sinistra”. Ma, garantisce in lista ci saranno “tante facce nuove”. 

Ufficialmente Mario Monti non appare preoccupato per la crisi aperta dal Pdl. “Mi sembra una situazione gestibile nella normalità della vita democratica di un Paese”,  rassicura: “ Con una strana grande coalizione, il Parlamento italiano è riuscito a uscire da una situazione molto grave”. Il premier pare orientato a gestire, verso una conclusione ordinata, quel che resta della legislatura se si andrà allo scioglimento delle Camere dopo Natale. Ma non cela un timore: il rischio di scorciatoie populiste nel nostro Paese.

Dal quartier generale del Pd non si replica alle parole del Cavaliere: “Lasciamo a Berlusconi la propaganda, non lo rincorriamo”, dice Pier Luigi Bersani. Ma forti sono i timori espressi anche ieri al presidente Napolitano: “Non possiamo portare sulle nostre spalle la campagna elettorale di Berlusconi”. Si rafforza così la richiesta di non allungare i tempi, di chiudere celermente su legge di Stabilità e sui decreti Sviluppo e Ilva, e quindi sciogliere le Camere. “Attendiamo il Pdl al varco in Parlamento -dicono dal Nazareno- se piuttosto che andare avanti sui provvedimento, stanno lì a fare campagna elettorale è chiaro che si dovrà fare un punto della situazione”.