27/09/2020
08/03/2012

Tre donne
e una mimosa

Ci sono donne che lottano per la libertà, donne che ogni giorno devono ribellarsi a compagni violenti, altre ancora che sono costrette a sgomitare per farsi rispettare. Poi ci sono quelle che soffrono per essere nate in famiglie difficili, mafiose e alle quali è difficilissimo ribellarsi e se lo fai paghi con la vita

Ci sono donne che lottano per la libertà, donne che ogni giorno devono ribellarsi a compagni violenti, altre ancora che sono costrette a sgomitare per farsi rispettare. Poi ci sono quelle che soffrono per essere nate in famiglie difficili, mafiose e alle quali è difficilissimo ribellarsi.

Lea, Maria Concetta e Giuseppina hanno tentato di riscattarsi dall'oppressione della 'ndrangheta. Le prime due hanno lottato contro le rispettive famiglie e i loro affari di malavita pagando con la morte. Giuseppina, invece, è salva per un soffio, ed ora è testimone contro la famiglia Pesce-Bellocco al processo ‘All Inside'

Oggi 8 marzo, l'intera Calabria sposa l'iniziativa del direttore del 'Quotidiano della Calabria', Matteo Cosenza che in un editoriale ha lanciato lo slogan "Tre foto e una mimosa" e dedicato la giornata alle donne che hanno avuto il coraggio di dire no a una condizione più grande di loro. Eppure lo hanno fatto, anche a costo della vita o a costo di perdere tutto ciò che avevano costruito.

“Se bisognava stare dalla parte di qualcuno non bisognava avere dubbi: bisognava stare dalla parte dei più deboli”. Scriveva un mese fa, nel suo editoriale, Matteo Cosenza. “E i più deboli erano quelle donne che, a costo di un travaglio tremendo, alla fine avevano deciso di rompere con le loro famiglie e di scegliere la strada della legalità e della giustizia pagando per questo due volte: trovando la morte oppure ricevendo minacce per la loro vita e per quella dei loro figli, infilate con cinica perfidia in un vortice più grande della loro fragilità. Si è invocato il garantismo, ma qui bisognava garantire le persone meno garantite, quelle che con il loro coraggio avevano imboccato un cammino di redenzione anche a costo della fine più atroce “.

L'8 marzo diventa importante dunque per ricordare quello che è stato, ma soprattutto quello che sarà perché se le donne, con grande fatica, hanno fatto tante conquiste, molto cammino resta ancora da fare in un mondo che molto spesso continua a essere a 'misura d'uomo'.