28/09/2020
18/01/2013

Voto studenti all'estero
La risposta del ministero
dell'Interno: "Niente da fare"

CRONACA -"Non è assolutamente possibile, dal punto di vista tecnico, far votare ora altri temporanei con la procedura dei militari visto che il termine per le domande scade lunedì e la norma non li prevede; non c’è niente da fare per gli Erasmus".Questa la risposta del ministero dell'Interno relativamente alla possibilità per gli studenti temporaneamente all'estero di votare alle prossime elezioni

Il voto, si sa, è un diritto sancito dalla Costituzione e regolato dall’articolo 48. A volte però esercitarlo può diventare difficile, se non addirittura impossibile. E' il caso degli studenti che si trovano temporaneamente fuori dal Paese per motivi di studio.

Le elezioni politiche si avvicinano e i 25mila giovani che si trovano all’estero per l'Erasmus, il progetto che offre la possibilità di studiare in una università europea, non potranno votare per corrispondenza, ma dovranno necessariamente tornare nel loro luogo di residenza facendosi carico delle spese di viaggio che molti non possono permettersi.

Secondo le norme vigenti sembrerebbe non esserci altra soluzione poiché gli studenti non rientrano nella lista di quelli che si trovano temporaneamente all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali e che quindi possono beneficiare del voto per corrispondenza. La norma in questione recita così: “Gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all'estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all'estero per motivi di servizio e i professori e ricercatori universitari, possono votare per corrispondenza. I cittadini italiani che si trovino temporaneamente all’estero e non appartengano alle tre categorie sopraindicate potranno votare esclusivamente recandosi in Italia presso le sezioni istituite nel proprio comune di iscrizione nelle liste elettorali”. La legge parla chiaro, ma anche la Costituzione e il voto, come ricordavamo, è un diritto.

Grande la delusione fra gli studenti che non potendosi iscrivere all'Anagrafe Italiana Residenti all'Estero, e considerando che l'Erasmus dura 6 o 9 mesi, sono automaticamente esclusi dal voto. E la loro rabbia esplode sulla Rete: “Non posso permettermi il lusso di tornare in Italia per votare. Sono furiosa! L'Erasmus non è un divertimento! E' un'opportunità! Perché per usufruire di un diritto devo perderne un altro? Ho studiato, rinunciando a tante cose per riuscire a partire! Sono delusa... delusissima”, scrive Stefania. E come lei, sono in tanti a sfogarsi sui social network. Su Facebook è stata aperta la pagina ‘Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni’.

Sfogo ma anche mobilitazione, è stata infatti lanciata una petizione online per chiedere al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di prendere in considerazione la possibilità per gli studenti Erasmus di partecipare al voto dal Paese in cui si trovano.

La redazione di Tg3Web ha contattato il ministero dell’Interno per capire se esistano margini d’azione o eventuali soluzioni al problema. Questa la risposta che ci è stata inviata dall'ufficio stampa: “Nessuno viene privato del diritto di voto, si tratta della necessità di tornare nel comune di iscrizione nelle liste elettorali. Ciò vale sia in Italia, sia all’estero per chi si trova temporaneamente fuori del comune di residenza. L’unica eccezione sono i militari e le altre categorie previste dal decreto-legge del 18 dicembre. Solo i residenti all’estero votano per posta per i candidati della circoscrizione estero. E’ praticamente impossibile raggiungere qualunque elettore in tutte le parti del mondo lui temporaneamente stia, per farlo votare per la sua circoscrizione.

Non è assolutamente possibile, dal punto di vista tecnico, far votare ora altri temporanei con la procedura dei militari visto che il termine per le domande scade lunedì e la norma non li prevede; non c’è niente da fare per gli Erasmus. Devono tornare in Italia per votare come gli altri studenti e lavoratori solo temporaneamente all’estero”.