28/09/2020
08/05/2011

Lampedusa tragedia sfiorata
500 migranti portati in salvo

A meno di 24 ore di distanza dal drammatico naufragio davanti alle coste della Libia, costato la vita a decine e decine di persone, un’altra tragedia del mare è stata sfiorata questa notte a Lampedusa. Un barcone che ospitava non meno di 500 migranti si è incagliato a poche centinaia di metri dal porto

A meno di 24 ore di distanza dal drammatico naufragio davanti alle coste della Libia, costato la vita a decine e decine di persone, un’altra tragedia del mare è stata sfiorata questa notte a Lampedusa.

Un barcone che ospitava non meno di 500 migranti si è incagliato a poca distanza dall’ingresso del porto dell’isola siciliana.
Tutto sarebbe nato dalla rottura del timone proprio mentre l’imbarcazione stava manovrando per entrare nell’imboccatura della darsena. L’impossibilità di mantenere la rotta ha fatto dirigere il mezzo verso gli scogli.

Solamente il pronto intervento di tre finanzieri, che sono riusciti a salire a bordo, ha evitato che il natante sbattesse ripetutamente sui massi, evitando così il naufragio vero e proprio.  
Immediatamente tutti i soccorritori (finanzieri, uomini della capitaneria, carabinieri, poliziotti, volontari) si sono gettati in mare formando una catena per portare in salvo a riva i 500 sventurati. Tra di loro come sempre molte donne, 22 incinte, e tanti bambini. Al momento non risultano dispersi.

L’Unhcr, l’organismo Onu per i rifugiati, attraverso la sua portavoce Laura Boldrini gratitudine “agli uomini della guardia di Finanza e della Guardia Costiera che anche stanotte a Lampedusa non hanno esitato a rischiare la propria vita per salvare i naufraghi caduti in acqua, evitando che si verificasse una tragedia”.

Intanto la situazione sull’isola sta ritornando a livelli di allarme. Nella sola giornata di ieri sono arrivate almeno 1500 persone che vanno ad aggiungersi a quelle già presenti.
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, chiamato in causa sull’accordo con la Tunisia che molti ritengono fallimentare, precisa che: “gli ultimi sbarchi a Lampedusa, oltre 1.500, sono tutti profughi non rimpatriabili, partiti dalla Libia a causa della guerra. Il flusso di clandestini dalla Tunisia si è invece praticamente fermato, grazie all'accordo da me firmato il 5 aprile con il governo di Tunisi”.

Ma per il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, l’accordo con la Tunisia è insufficiente perché il vero problema in questo momento è la Libia.
“Sono convinto che fino a quando ci sarà Gheddafi al potere noi continueremo ad avere migliaia di profughi in arrivo. E' una vera e propria ritorsione umana”.  E il sindaco De Rubeis, nonostante la campagna di spot televisivi messa in piedi dal governo, prevede enormi problemi economici legati all’imminente stagione turistica: “ci saranno gravi ripercussioni su tutta l'economia locale. Nei prossimi giorni molti albergatori e commercianti hanno intenzione di consegnare le loro licenze. In questo periodo avevamo già un buon 30% di prenotazioni per i mesi di luglio, agosto e settembre. I nostri commercianti e imprenditori avranno seri problemi per pagare i contributi allo Stato”.