28/11/2020
18/09/2009

Fermato Tarantini
"Pericolo di fuga"

Preso dalla Guardia di Finanza all'aeroporto Giampaolo Tarantini, indagato per le vicende della sanità e accusato di aver fornito cocaina ad amici. C'era pericolo di fuga

Aveva in tasca un biglietto per Roma. Non è partito. I militari della Guardia di Finanza lo hanno fermato prima dell’imbarco, questa mattina all’aeroporto di Bari. Dettaglio di cronaca che diventa metafora per Giampaolo Tarantini, l’imprenditore che dalla provincia pensava di poter spiccare il volo verso il bel mondo fatto di feste in villa, uomini potenti, donne e soldi facili. Una carriera che invece le inchieste della Procura di Bari hanno fatto andare in picchiata.

I magistrati lo hanno prima indagato per corruzione, per far luce su tangenti e appalti poco chiari nella sanità pugliese che coinvolgevano anche esponenti della giunta regionale di centrosinistra. Poi intercettando le sue conversazioni, la sorpresa, la rivelazione di un presunto giro di escort portate a casa di Silvio Berlusconi. Accusato di sfruttamento della prostituzione, nell’interrogatorio del luglio scorso Tarantini racconta di 18 feste e fa i  nomi di trenta ragazze portate a Palazzo Grazioli e Villa Certosa, alcune retribuite un po’ di più per trascorrere la notte con il premier, che a suo dire, non era però a conoscenza dei pagamenti.

L’inchiesta che ha fatto oggi scattare le manette è però l’ultima che lo ha coinvolto: lo spaccio di droga, tanta cocaina messa in cassaforte e poi distribuita alle feste per rendere più allegri i suoi ospiti, dai quali poi ottenere favori. Poteva far perdere le sue tracce, fuggire o inquinare le prove a suo carico. Per questo il pubblico ministero Giuseppe Scelsi lo ha fatto fermare, prima che prendesse il volo.

Gianni Bianco