27/11/2020
09/03/2013

Renzi: “Bersani? Spero riesca, ma non sono ottimista”

POLITICA – “Errore considerare M5S un partito come tutti gli altri”. Poi il sindaco di Firenze mette in guardia il centrosinistra dalla tentazione di fare ‘scilipotismo’ con i grillini, perché “l'abbiamo contestato quando lo facevano gli altri”. E sulla campagna elettorale: “Avremmo potuto dire cose con più forza”

scili“Se Bersani, oltre agli 8 punti, aggiunge anche l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti non fa un atto di demagogia, ma di serietà e si rimetterebbe in sintonia con il Paese”, così il sindaco di Firenze, Matteo Renzi ospite di “Che tempo che fa”. Un tema, quello dell'eliminazione dei soldi ai partiti, su cui Renzi aveva puntato anche nelle primarie. E che naturalmente sta a cuore anche al M5S. Nei giorni scorsi Bersani, illustrando alla direzione del partito gli otto punti programmatici aveva presentato una piattaforma che affronta anche il taglio dei costi della politica, ma sul finanziamento pubblico aveva mantenuto la sua impostazione. 

Secondo Renzi comunque “Sarebbe un errore cercare di acquisire il consenso con uno scambio di poltrone: con l'inciucione”. Per il resto, nell'intervista si dice pessimista sul tentativo del segretario di formare il governo: “Tutto il Pd ha detto: vai avanti Bersani con gli otto punti. Io non sono molto ottimista ma spero che ce la faccia”. In quel caso, per Renzi, le primarie saranno assolutamente necessarie e questa volta dovranno essere ‘aperte’. 

Renzi mette in guardia il centrosinistra dalla tentazione di fare ‘scilipotismo’ con i grillini, perché “l'abbiamo contestato quando lo facevano gli altri”. “Ha vinto Bersani, ha avuto il diritto di provarci, il mio atteggiamento è stato di assoluta lealtà”.  “Se non ci sarà il governo Bersani sarà giocoforza, quasi naturale, votare - risponde il sindaco di Firenze -  ma l'ideale sarebbe capire come si arriva a queste elezioni, sia che ci si arrivi in sei mesi, o in 12 o nel 2014, che ci sia Monti o un altro governo. Quello che deve essere chiaro è che servono interventi per risolvere i problemi del paese”.   

“Se ci fosse stato Renzi” è uno dei tormentoni post-elettorali. “È insopportabile viver di rimpianti - commenta con ironia - è difficile dire che cosa sarebbe successo”. Infine rivolge alcune critiche al Pd. “Io sono per un partito bello, una comunità di persone che insieme decidono le cose da fare, non un partito che fa riunioni che sembrano terapie di gruppo, sedute di amministratori anonimi che si guardano in faccia e si raccontano”. E sulla campagna elettorale: “Avremmo potuto dire cose con più forza che avrebbero sgonfiato sia Pdl che Movimento 5 Stelle”.