28/09/2020
11/01/2010

Rosarno,
il giorno dopo

Il Papa: Rispettare i migranti. Il ministro dell'Interno orientato per l'espulsione dei clandestini trasferiti. Ruspe negli accampamenti

E se dietro l'ira dei rosarnesi ci fosse la mano dell 'ndrangheta? E' la domanda alla quale stanno cercando di dare risposta gli inquirenti della procura di Reggio Calabria, dopo i fatti dei giorni scorsi. Proprio per stamattina è in programma la riunione convocata dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, per fare il punto sulle indagini sulla rivolta degli immigrati di giovedi' scorso cui ha fatto seguito la reazione di un gruppo di  abitanti di Rosarno.
La riunione ha lo scopo, in particolare, di verificare eventuali influenze nella vicenda delle cosche di Rosarno della 'ndrangheta, valutando l'eventualita' di trasferire il   fascicolo, se dovessero emergere fatti che rendono concreta l'ipotesi di un intervento della criminalita' organizzata, alla Dda di Reggio Calabria.

L'emergenza, a Rosarno, è finita. Ma è l'ora della polemica politica. Maroni da un lato Loiero dall'altra.
POLEMICA POLITICA. "Se gli stranieri risulteranno clandestini - ha assicurato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni - saranno espulsi". Agazio Loiero risponde "Il primo ad aver tollerato la situazione di Rosarno è stato proprio Maroni. Quello della Piana non è un problema sanitario. Ricordo al ministro che l'Asl competente è commissariata da una persona nominata dal suo ministero".

IL PAPA. Anche il Papa ieri è intervenuto dopo l'Angelus su quanto accaduto in Calabria. "Bisogna ripartire dal cuore del problema. Bisogna ripartire dal significato della persona. Un immigrato - ha affermato con forza - è un essere umano, differente per provenienza, cultura e tradizioni, ma è una persona da rispettare e con diritti e doveri, in particolare nell'ambito del lavoro dove è più facile la tentazione dello sfruttamento, ma anche nell'ambito delle condizioni concrete di vita". "La violenza - ha detto ancora - non deve essere mai, per nessuno, la via per risolvere le difficoltà. Il problema è anzitutto umano. Invito - ha concluso - a guardare il volto dell'altro e a scoprire che egli ha un'anima, una storia e una vita: è una persona e Dio lo ama come ama me".

SGOMBERI. Intanto stanno proseguendo i lavori di demolizione del centro di ricovero in localita' Rognetta dove erano ospitati circa 250 Degli immigrati che sono stati trasferiti nei Cpa di Crotone e Bari insieme a quelli che si trovavano nell'altro centro realizzato in una fabbrica dell'ex opera Sila.