28/09/2020
04/02/2010

I figli sbagliano?
I genitori paghino

Le colpe dei figli adolescenti devono ricadere sui genitori. Per la violenza sessuale compiuta dai figli minorenni, i genitori sono stati condannati a pagare 450 mila euro alla vittima

Le colpe dei figli adolescenti devono ricadere sui genitori. Lo ha deciso il Tribunale di Milano, emettendo una sentenza che farà a discutere.

Il caso è quello di una 12enne violentata in diverse occasioni, tra il 2001 e il 2003, da un gruppo di ragazzi "normali" e di buona famiglia. I giovani, tutti residenti nel centro di Milano, hanno più o meno 15 anni. Il Tribunale ha dunque condannato le famiglie a versare alla ragazza quasi 450mila euro di risarcimento per non aver dato, ai propri figli, una "educazione dei sentimenti e delle emozioni" nel rapporto con l'altro sesso. Bianca La Monica, giudice della X sezione civile, ha affermato che l'educazione dei minori non è fatta solo dalla "fondamentale indicazione al rispetto delle regole", ma anche dal fornire ai figli "strumenti indispensabili da utilizzare nelle relazioni, anche di sentimento e di sesso, con l'altra e con l'altro". E tali strumenti, in questo caso, non sono stati forniti ai ragazzi, perché, sempre secondo il giudice, il racconto dei fatti è stato "asettico" e senza alcuna considerazione per la persona aggredita.

I genitori, in sede processuale, hanno cercato di dimostrare il loro impegno nell'educazione dei figli: "il rispetto dell’orario di rientro a casa, i buoni o sufficienti risultati scolastici, l’educazione nel rispetto delle persone e dei valori cristiani propri della cultura occidentale, l’avvenuta frequentazione delle lezioni di educazione sessuale a scuola, il fatto che prima di questi fatti alcuni dei ragazzi non avessero dimostrato particolare interesse verso il genere femminile".

Ma per il giudice "se messaggi educativi vi sono stati, non sono stati adeguati o non sono stati assimilati, sicché deve ritenersi che da parte dei genitori non sia stata prestata dovuta attenzione all’avvenuta assimilazione da parte dei figli dei valori trasmessi. E in particolare, trattandosi di figli preadolescenti o adolescenti, non è stata dedicata cura particolare, tanto più doverosa in presenza di opposti segnali provenienti da una diffusa cultura di mercificazione dei corpi, a verificare che il processo di crescita avvenisse nel segno del rispetto del corpo dell’altra/o".

Dunque tutti i genitori sono condannati a risarcire la ragazzina vittima dei loro figli, per "i turbamenti psichici" legati alla "consapevolezza di essere stata lesa nell’inviolabile diritto alla libertà sessuale", causa poi dell’"abbandono scolastico" che "ha comportato una riduzione di possibilità nel lavoro". E, tra i genitori dei figli violentatori, pagheranno pure i padri separati, perché "il legislatore riconosce al coniuge non affidatario non solo il diritto, ma anche il dovere di vigilare sull’educazione del figlio".