30/11/2020
28/11/2012

Ilva: si punta al decreto

ECONOMIA - Il governo lavora al decreto per salvare l'acciaieria Ilva di Taranto dal rischio chiusura. Dopo le proteste, oggi la tensione sembra essersi smorzata. Il ministro per l'Ambiente Clini ha escluso il commissariamento dell'azienda alla luce dei mandati di arresto per i vertici. Domani i lavoratori saranno a Roma per uno sciopero indetto dai sindacati

Il governo lavora al decreto per salvare l'acciaieria Ilva di Taranto dal rischio chiusura. Dopo le proteste e l'occupazione da parte dei lavoratori, sono oltre 5mila a rischiare il posto, oggi la tensione sembra essersi smorzata. C'è grande attesa per i contenuti dell'Aia, cioè l'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata dal ministro dell'Ambiente Clini a fine ottobre. Il ministro ha invece definito "un po' remota" l'ipotesi di dichiarare nel decreto l'area come “sito strategico nazionale” per consentire la riapertura dell'impianto. L'Aia, nelle intenzioni dell'esecutivo, dà all'Ilva le prescrizioni alle quali attenersi "per aggiornare la tecnologia e mettere in sicurezza gli impianti al fine di garantire la sicurezza e la salute", ha detto Clini ricordando che l'azienda si è impegnata a investire 3 miliardi per ottemperare alle richieste.

"Il governo deve assumere una iniziativa che consenta di dare attuazione alle disposizioni già date per il risanamento impianti e accettate dall'azienda chiarendo che le modalità di gestione per garantire salute è competenza dell'amministrazione e non dei magistrati", ha precisato Clini che già ieri non aveva nascosto il suo disappunto per la decisione della procura. "La magistratura ha disposto il sequestro di una parte dell'impianto, quella a freddo, che è strategica per la prosecuzione dell'attività produttiva rendendo impossibile l'attuazione del piano di risanamento ordinato dal governo".

Clini ha infine escluso un commissariamento dell'Ilva alla luce dei mandati di arresto per i vertici. "Non c'è bisogno di commissariamento, vogliamo cercare di riportare la gestione della situazione dell'Ilva nell'ambito di quello che prevede la legge, il governo vuole l'applicazione piena della legge".

Intanto i sindacati hanno indetto uno sciopero nazionale per domani, preoccupati per il destino dei 12.000 dipendenti dell'Ilva di Taranto ai quali si aggiungono altri 8.000 dell'indotto. Sempre per domani è previsto un incontro a Palazzo Chigi presieduto da Mario Monti con sindacati, azienda e autorità locali.