27/09/2020
09/06/2009

L'Italia
sfilacciata

L'assemblea generale della Cei lancia l'allarme sulla situazione del mondo del lavoro in Italia.Il richiamo della Conferenza Episcopale Italiana si aggiunge a quello ugualmente preoccupato epresso la scorsa settimana da Mario Draghi.

 "In Italia il tessuto sociale si va sfilacciando. Le diseguaglianze aumentano invece di diminuire. Anche se nessuno ignora il pesante impatto della sfavorevole congiuntura economica internazionale, di cui non si riesce a cogliere ancora esattamente la portata, i costi del difficile momento presente ricadono in misura prevalente sulle fasce più deboli della popolazione". Con queste parole la Cei, lancia l'allarme sulla situazione del mondo del lavoro in Italia. Tema affrontato nel comunicato finale della 59esima assemblea generale.

Il richiamo della Conferenza Episcopale Italiana si aggiunge a quello ugualmente preoccupato espresso la scorsa settimana da Mario Draghi. Il Governatore della Banca d'Italia aveva parlato di 1,6 milioni di persone in Italia che non godono di ammortizzatori sociali. Una cifra seccamente smentita dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che, a proposito delle parole di Draghi, aveva in un primo momento parlato di "discorso berlusconiano" e poi di "cifre non corrispondenti alla realtà".

I vescovi hanno anche affrontato il tema dell'immigrazione, evidenziando che "una risposta dettata dalle sole esigenze di ordine pubblico - che e' comunque necessario garantire in un corretto rapporto tra diritti e doveri - risulta insufficiente, se non ci si interroga sulle cause profonde di un simile fenomeno". Due le "azioni convergenti" e "irrinunciabili" indicate nel comunicato finale. La prima consiste "nell'impedire che i figli di Paesi poveri siano costretti ad abbandonare la loro terra, a costo di pericoli gravissimi, pur di trovare una speranza di vita", attraverso la ripresa e l'incremento di "politiche di aiuto verso i Paesi maggiormente svantaggiati". La seconda risposta sta nell'interculturalità. Vale a dire nel "favorire l'effettiva integrazione di quanti giungono dall'estero, evitando il formarsi di gruppi chiusi e preparando 'patti di cittadinanza' che trasformino questa drammatica emergenza in un'opportunità per tutti".