21/09/2020
20/05/2011

Giorgio Napolitano
"Massimo D'Antona
parla ancora a tutti noi"

12 anni fa veniva assassinato dalle Brigate Rosse il giuslavorista Massimo D'Antona. In un messaggio alla Cgil il ricordo di Giorgio Napolitano. "Oggi più che mai occorre un diritto del lavoro inclusivo ed equo, attento alla tutela dei diritti della parte più debole"

“Massimo D'Antona ha pagato con la vita, per il folle, criminale accanimento del terrorismo brigatista contro personalità della cultura riformista, la sua coerenza nella ricerca di innovazioni responsabili e graduali e di un diverso equilibrio tra legislazione e contraffazione, in grado di promuovere più serene e feconde relazioni industriali, assieme a nuove forme di partecipazione alle scelte aziendali”.

E’ questa una parte del messaggio che Giorgio Napolitano ha inviato al segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, in occasione del dodicesimo anniversario dell’assassinio di Massimo D’Antona da parte delle Brigate Rosse. (Guarda il servizio del Tg3 del 20 maggio 1999)

“Oggi più che mai – prosegue Napolitano - occorre un diritto del lavoro inclusivo ed equo, attento alla tutela dei diritti della parte più debole contrattualmente e alla riaffermazione rigorosa dei relativi doveri per salvaguardare insieme crescita economica e coesione sociale. Si conferma a tal fine l'esigenza, intuita per tempo da D'Antona di un arricchimento della progettualità delle organizzazioni sindacali proprio al fine di rafforza l'indispensabile capacità di rappresentanza unitaria del mondo del lavoro”.

Secondo il Presidente Massimo D’antona “parla a tutti noi ancora oggi con il suo prezioso lascito scientifico e morale, che nessun delirio estremista potrà mai cancellare”.