21/09/2020
27/03/2012

Contro la pena di morte

Lo scorso anno sono state messe a morte 676 persone in venti Paesi. Lo dice il rapporto annuale di Amnesty International sulle esecuzioni nel pianeta


Diminuiscono i Paesi che praticano la pena di morte ma dove c’è si uccide molto. Lo scorso anno sono state messe a morte 676 persone in venti Paesi. Lo dice il rapporto annuale di Amnesty International sulle esecuzioni nel pianeta.

I prigionieri condannati che sono in attesa dell’esecuzione sono almeno 18.750. Non sono comprese le migliaia di esecuzioni che Amnesty International ritiene abbiano avuto luogo in Cina, dove queste informazioni non sono rese pubbliche. Anche in Iran gran parte delle esecuzioni non sono state rese note. Dal rapporto annuale di Amnesty International sulla pena di morte emerge che gli Stati Uniti d'America restano ancora l'unico paese delle Americhe e, nel 2011, l'unico stato membro del G8, a eseguire condanne a morte.

''La vasta maggioranza dei Paesi - ha dichiarato Salil Shetty, Segretario generale di Amnesty International - ha deciso di non usare più la pena di morte. Il nostro messaggio ai leader di quella minoranza di paesi che continua a ricorrervi è chiaro: non siete al passo col resto del mondo su questo argomento ed è tempo che prendiate iniziative per porre fine alla più crudele, disumana e degradante delle punizioni''. ''Anche all'interno del piccolo gruppo di paesi che hanno eseguito condanne a morte nel 2011 - ha concluso Shetty - assistiamo a progressi graduali. Sono piccoli passi avanti, ma misure di questo genere hanno ultimamente dimostrato di poter condurre alla fine della pena capitale. Non succederà improvvisamente, ma siamo convinti che arriverà il giorno in cui la pena di morte sarà stata consegnata alla storia''.