21/09/2020
13/02/2011

Se non ora
quando?

“Se non ora quando?”. Con questo slogan le donne d'Italia, e non solo, passeranno la domenica in piazza. Donne che conducono una vita normale, tra lavoro, studio, famiglia. Donne che vogliono gridare con forza che la realtà femminile è cosa ben diversa da quella raccontata nelle cronache degli ultimi mesi

“Se non ora quando?”. Con questo slogan le donne d'Italia, e non solo, passeranno la domenica in piazza. Donne che conducono una vita normale, tra lavoro, studio, famiglia. Donne che vogliono gridare con forza che la realtà femminile è cosa ben diversa da quella raccontata nelle cronache degli ultimi mesi.

Da Roma a Torino, da Catania a Toronto, passando per Arcore e Barcellona le donne ci tengono a sottolineare che la manifestazione non è fatta per giudicare altre donne, o contro altre donne che hanno valori diversi, o per dividere le donne in buone e cattive, bensì per esprimere con forza e determinazione il rispetto dovuto per la figura femminile.

Si tratta di una vera e propria contestazione della rappresentazione della donna come mero oggetto di scambio sessuale, offerta oggi da giornali, televisioni e pubblicità.

Nelle intenzioni delle promotrici si va dunque ben oltre "la squallida questione del Presidente del Consiglio e delle differenti realtà femminili che hanno accolto la proposta anche criticamente". Sebbene Ruby e il "bunga bunga" siano state il motore dell'indignazione generale, è necessario, secondo le donne, "riparlare e riconsiderare tutta la questione delle donne e della loro condizione in questo Paese".

Niente simboli di partito né sindacati in prima linea. Questa è una manifestazione tutta di donne, alla quale potranno partecipare anche gli uomini, che a loro si sentono vicine.

La mobilitazione, partita a fine gennaio, ha raccolto moltissime adesioni, in costante crescita. Da Franca Rame e Dario Fo alla direttrice dell’Unità Concita De Gregorio e Miuccia Prada, fino a Sabina Guzzanti e Lidia Ravera.

 Per la politica ci sono Rosy Bindi (Pd) e Giulia Buongiorno (Fli); per il mondo del cinema Margherita Buy, Angela Finocchiaro, Laura Morante. Ma soprattutto ci saranno loro, le donne “comuni”, quelle che ci vivono accanto giorno dopo giorno, quelle che crescono i nostri figli, quelle che lavorano nelle fabbriche, negli uffici. Quelle tante, troppe, che hanno subito violenza e che continuano a subirne per strada, nei luoghi di lavoro ma soprattutto nel chiuso delle famiglie.