21/09/2020
25/08/2009

Continuano
gli sbarchi

Ancora immigrati sulle coste italiane. Intanto si indaga sullo sbarco degli eritrei. E Laura Boldrini, portavoce dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati afferma: in Italia il numero dei rifugiati politici è tra i più bassi in Europa.

Non si fermano gli sbarchi di immigrati. Un gommone con 57 persone a bordo, forse eritrei, secondo il Portavoce dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati Laura Boldrini, è stato soccorso all'alba da un pattugliatore della Guardia di Finanza a circa 10 miglia a Sud di Lampedusa. Il battello sarebbe stato "scortato" fino alle acque territoriali italiane da un'unita' militare maltese. Tutti sono già stati trasbordati sul pattugliatore d'altura G100 "Lippi" della guardia di finanza e sulla motovedetta Cp40 della guardia costiera e trasferiti a Porto Empedocle. Altri 16 migranti sono stati intercettati dalla Guardia Costiera a pochi chilometri dalle coste sarde.

Il soccorso di oggi, nel Canale di Sicilia, presenta numerose analogie con la vicenda dei cinque eritrei soccorsi cinque giorni fa dalla Guardia di Finanza al largo di Lampedusa. Giovedì scorso un pattugliatore della Finanza aveva tratto in salvo cinque eritrei su un gommone alla deriva al largo di Lampedusa, al limite delle nostre acque territoriali. I naufraghi, tra i quali una donna, stremati e in precarie condizioni di salute, avevano raccontato di essere partiti il 28 luglio dalla Libia con altri 73 immigrati, morti di stenti durante la traversata. I cinque eritrei avevano anche sostenuto che una motovedetta maltese si sarebbe limitata a rifornirli di carburante, senza prestare soccorso.
Non si placano le polemiche sui migranti eritrei. Per il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, bisogna "risolvere il mistero maltese". Per i cinque naufraghi eritrei è già scattata l'iscrizione sul registro degli indagati per immigrazione clandestina. Un atto dovuto che decadrà quando i cinque eritrei avanzeranno la richiesta di protezione umanitaria o di asilo politico.

Per Laura Boldrini, "bisogna sapere di cosa stiamo parlando. In Italia- afferma il Portavoce dell'Alto Commissariato dell'Onu per i rifugiati- il numero dei rifugiati politici è tra i più bassi in Europa. Sono in 47 mila, cotro i 600 mila in Germania e i 150 mila in Francia. Inoltre - prosegue la Boldrini- a livello europeo esiste una legislazione, con l'intento di armonizzare la materia dell'asilo politico, ma gli stati membri tendono a non riconoscere la sovranità dell'Europa e il rischio è quello di un gioco al ribasso."  

Intanto non si placa la polemica politica. Dal Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli interviene: "Credo che siamo su due piani molto diversi: è condivisibile l’approccio della Chiesa, che deve ispirarsi all’amore cristiano, dall’altra parte c’è la necessità che il Paese dia delle risposte e che non siano basate solo su questo, ma anche su risposte concrete. Il fatto di procedere su un indirizzo che vorrebbe l’accoglimento sembra, apparentemente, quello buono, ma di fatto non si fa il bene di quelle persone. Dobbiamo prendere atto che rappresentiamo la barriera sud della povertà e non possiamo farci carico" di accogliere un numero eccessivo di persone.

E, dopo le parole di ieri dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha denunciato l’assenza dell’Europa sulla questione immigrazione, arriva la replica di Bruxelles: l’Ue, fa sapere un portavoce, e la commissione europea stanno facendo molto in tema di immigrazione. Ma per il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro è "davvero sconcertante che, di fronte a una tragedia come quella che si è consumata nei giorni scorsi per i migranti eritrei nelle acque del Mediterraneo, il governo non trovi di meglio da fare che prendersela anche con l’Unione europea, invece di chiarire una volta per tutte e in via ufficiale, come abbiamo richiesto, cosa sia successo e quali siano le responsabilità".