27/09/2020
12/10/2012

La scuola di nuovo in piazza

ROMA - "Denunciare la condizione disastrosa e inaccettabili dell'istruzione pubblica". E' questo lo scopo degli studenti italiani, insegnanti e operatori scolastici che oggi si sono mobilitati in tutta Italia per sensibilizzare le istituzioni a una maggiore attenzione nei confronti del mondo della scuola

"Denunciare la condizione disastrosa e inaccettabili dell'istruzione pubblica". E' questo lo scopo  degli studenti italiani che oggi si sono mobilitati per sensibilizzare le istituzioni a una maggiore attenzione nei confronti del mondo della scuola. All'alba blitz degli studenti di frontealla sede romana del Parlamento Europeo dove è stato esposto uno striscione sul quale si leggeva: "Una scuola di qualità ce la chiede l'Europa". 

Ma non ci sono solo i ragazzi in piazza oggi. Accanto a loro da Roma a Milano, da Aosta a Palermo docenti, personale Ata, dirigenti e operatori della formazione professionale vicini alla Flc Cgil manifestano "contro i nuovi tagli della spending review; per il rinnovo del contratto fermo dal 2009 e la restituzione degli scatti; per modificare la legge sulle pensioni che impedisce l'ingresso di giovani docenti e Ata nella scuola; contro il nuovo concorso inutile e costoso e per un piano di stabilizzazioni che dia certezze al personale docente e Ata incluso nelle graduatorie; per chiedere finanziamenti adeguati e certi e investimenti in tecnologie e innovazioni". Il sindacato chiede il "rispetto del lavoro e di chi lavora". 

Da parte loro gli studenti affermano: "Stamattina abbiamo dato la sveglia a questo governo ed eravamo sotto alla sede romana del Parlamento Europeo per chiedere che la nostra scuola entri veramente in Europa", spiega Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi.  "Le nostre scuole cascano a pezzi, viviamo in una condizione di assenza di una legge nazionale sul diritto allo studio che permetta realmente a tutte e tutti di poter andare a scuola, il nostro sistema didattico è preistorico, nessun tipo di innovazione è arrivata negli ultimi venti anni nelle nostre scuole, non esiste un sistema di servizi per gli studenti, i nostri programmi scolastici sono fermi da sessanta anni, la rappresentanza studentesca continua a subire attacchi. Non siamo più disposti a sopportare questa situazione".

E ancora: "Quello che chiediamo e proponiamo è di trovare immediatamente dei fondi per risanare la condizione dei nostri edifici scolastici - continua Lanni - di elaborare e  discutere immediatamente con gli studenti una legge nazionale sul diritto allo studio, di rivoluzionare la proposta di legge Aprea per dare maggiori spazi di democrazia agli studenti. Noi le nostre proposte le abbiamo fatte al governo da mesi, attendiamo risposte”. Gli studenti chiedono anche "di valorizzare la rappresentanza  studentesca", costruendo dei consigli di istituto paritetici.

Per tutta la giornata sono attese nelle principali piazze italiane azioni comunicative per porre davanti agli occhi del Paese la drammaticità della condizione studentesca, colpita da questa crisi come non mai, ma anche il riscatto e la voglia di cambiare scuole e università, con un vero processo democratico, costruito dal basso.