28/11/2020
05/01/2010

"La politica pensi
ai lavoratori"

Famiglia Cristiana auspica, per il nuovo anno, che la politica si occupi di più dei lavoratori. Oggi don Aniello Tortora ha scritto all'AD di Fiat Marchionne, chiedendogli il riassorbimento dei 93 precari di Fiat Handling di Pomigliano d'Arco

La politica pensi di più ai lavoratori. E' il monito del settimanale dei vescovi Famiglia Cristiana, che auspica un 2010 diverso. Tra le "grandi riforme" annunciate dal Presidente del Consiglio per il 2010 vi siano anche l'aiuto alle famiglie e la lotta alla povertà. Famiglia Cristiana di questa settimana, nell'editoriale di apertura, ricorda innanzitutto che "nel nostro Paese, è ancora l'Istat a ricordarcelo, ci sono 8 milioni e 78 mila poveri concentrati, soprattutto, al Sud. Di questi, 2 milioni e 893 mila sono 'i poveri tra i poveri'" cioè coloro i quali "non possono permettersi neppure beni e servizi essenziali".
 
Purtroppo, secondo il settimanale, la povertà dilaga "nell'indifferenza generale di una classe politica, tutta, che pensa solo a sistemare sè stessa. E bene. Dall'immunità ai processi. Della povera gente se ne frega". Ben altri esempi, si sottolinea, da Benedetto XVI che, pranzando con 150 poveri alla mensa della Comunità di Sant'Egidio, ha detto - si ricorda - "le vostre persone e le vostre vicende non sono lontane dai miei pensieri, ma al centro e nel cuore della comunità dei credenti". Citato dal settimanale dei Paolini anche l'arcivescovo di Milano, card. Dionigi Tettamanzi che, visitando i detenuti nel carcere milanese di San Vittore e' rimasto sconcertato dinnanzi a "situazioni di squallore intollerabile".
 
"Noi - conclude Famiglia Cristiana - vogliamo ricordarlo, soprattutto, ai politici che rivendicano le radici cristiane. Forse, però, fin dove c'è convenienza politica. Non oltre.
Mentre nel Vangelo c'è anche scritto: 'Avevo fame e mi avete dato da mangiare, carcerato e siete venuti a trovarmi, straniero e mi avete accolto...'".
 
Nello stesso giorno in cui il settimanale paolino auspica un cambiamento di rotta, il direttore dell'ufficio pastorale Sociale e Lavoro della Curia di Napoli, don Aniello Tortora, ha  scritto all'amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, chiedendogli il riassorbimento dei 93 precari di Fiat Handling di Pomigliano d'Arco, 38 dei quali con contratto gia' scaduto a dicembre e gli altri al lavoro fino a marzo prossimo. Di seguito la lettera aperta.
 
"I soldi non sono tuttonella vita esistono altri valori e non dimentichiamo mai che un giorno risponderemo tutti al Signore delle nostre azione. E allora le chiedo il coraggio  di mettersi nei panni di tanti pap à  e mamme che chiedono solo di guardare negli occhi i loro figli senza sentirsi uomini e donne inutili solo perchè stanno perdendo il lavoro senza  nessuna colpa. Le chiedo il coraggio di rinnovare il contratto a 93 operai che stanno vivendo momenti drammatici. Le imploro il coraggio di conservare, anzi, di sviluppare, il lavoro a  Pomigliano. Questo stabilimento, ormai storico nel Sud e in Italia, con le sue migliaia di lavoratori ha dato tanto alla Fiat o ora vuole solo che sia restituito un lavoro dignitoso per tutti".

 
Tempi duri anche per i lavoratori Fiat di termini Imerese. La casa automobilistica torinese chiuderà i battenti nell'isola nel 2011, Ma la indiana Tata, alleata di Fiat in India, ha fatto sapere di non essere interessata a rilevare le linee di produzione di Termini Imerese. Il presidente della compagnia, Ratan Tata, ha detto che l'ipotesi è stata ventilata dai media, ma che non la stiamo prendendo in considerazione. La notizia di un possibile interessamento di due case automobilistiche indiane (Tata e Mahindra & Mahindra) alla fabbrica siciliana della Fiat era emersa durante la recente visita in India del ministro Scajola.