27/09/2020
04/04/2011

Mediatrade
chiesto il rinvio
a giudizio

Rinvio a giudizio per tutti e 12 gli imputati implicati nel caso “Mediatrade”. E’ stata questa la richiesta dei pm milanesi, Fabio De pasquale e Sergio Spadaro, al termine dell’udienza preliminare del procedimento giudiziario che vede implicati tra gli altri, Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e Fedele Confalonieri

Rinvio a giudizio per tutti e 12 gli imputati implicati nel caso “Mediatrade”. E’ stata questa la richiesta dei pm milanesi, Fabio De pasquale e Sergio Spadaro, al termine dell’udienza preliminare del procedimento giudiziario che vede implicati tra gli altri, Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e Fedele Confalonieri.
Il cavaliere, come noto, non era presente in aula perché impegnato a Tunisi.

Il pm De Pasquale ha dapprima parlato della vicenda della compravendita dei diritti televisivi e cinematografici. Poi ha analizzato il ruolo dei singoli imputati e l’intreccio dei loro rapporti personali. In particolare De Pasquale si è soffermato sul ruolo avuto nella vicenda da Daniele Lorenzano, uomo di fiducia del premier dall’inizio degli anni ’80 e responsabile dell’acquisto di diritti sul mercato statunitense.

Le vicende oggetto dell’inchiesta non si fermano agli anni ’80 e ’90 ma arrivano fino ai nostri giorni. Lo spiega proprio De Pasquale che nel corso dell’udienza preliminare ha spiegato quali rapporti ci fossero tra Berlusconi e il produttore americano di origine egiziana, anch’egli imputato nel procedimento, Frank Farouk Agrama. Secondo il pm il cavaliere era socio “occulto” di Agrama anche nel periodo in cui era presidente del Consiglio. Infatti Berlusconi è accusato di appropriazione indebita fino al 2006 e di frode fiscale fino al 2008. Ma i loro rapporti risalgono alla fine degli anni ’80 quando è stato utilizzato un sistema di frode per gonfiare i prezzi dei diritti televisivi. Il denaro veniva poi convogliato su società di comodo riconducibili a Farouk Agrama.

Infine De Pasquale ha enunciato il concetto di “potenzialità espansive delle indagini preliminari”. Tradotto significa che gli inquirenti non considerano chiuse le indagini e che alcune prove ancora non acquisite lo saranno, con ogni probabilità, al momento dell’eventuale dibattimento. Il riferimento è alle rogatorie internazionali chieste alle autorità statunitensi e di Hong Kong e in attesa di risposta.

Conclusi gli interventi dei pm cominceranno le difese a partire, nel pomeriggio, da quella di Fedele Confalonieri.