27/11/2020
11/12/2012

Berlusconi: non ci importa dello spread. Berlino: no a campagna antitedesca

POLITICA - Il Cavaliere contro il premier: ''Con Monti tutto è peggiorato''. E ipotizza un ''ritorno al glorioso simbolo di Forza Italia''. Gli indicatori economici sono tutti peggiorati. E attacca le politiche germanocentriche. Da Berlino: no a campagna elettorale antitedesca

"Lo spread è un imbroglio e un’invenzione con cui si è cercato di abbattere una maggioranza votata dagli italiani e che governava il paese. Prima non ne avevamo mai sentito parlare, se ne parla solo da un anno, e cosa ce ne importa?"
Parola dell'ex premier italiano Silvio Berlusconi, che commenta così la reazione dei mercati alla notizia della sua nuova discesa in campo e delle dimissioni di Monti. "Cosa ci importa - prosegue il Cavaliere - di quanti interessi il nostro debito pubblico paga a chi investe nei nostri titoli rispetto a quello che pagano gli investitori che investono nel debito pubblico tedesco. Siamo andati avanti da quando c'é l'euro a pagare il 4,3 per cento, la Germania il 3,3 per cento, poi la Germania ha deciso di fare una cosa nel suo interesse ordinando di vendere tutti i titoli del tesoro italiani, a quel punto i fondi americani e internazionali hanno pensato che se la Germania vende, ci sarà sotto qualcosa e hanno iniziato a vendere anche loro. Gli investitori dunque - prosegue il Cavaliere - per investire nel nostro debito pubblico e in quello dei paesi cicala hanno ritenuto di chiedere un premio per il rischio, anche solo teorico, che correvano, chiedendo il 14% alla Grecia, il 7% al Portogallo ed il 6% a noi. La Germania ha approfittato di questo e forte del suo debito sovrano solido ha abbassato i tassi dell'1%. Ma a noi cosa importa?"
Un Berlusconi a tutto tondo, nella Telefonata a Belpietro su Canale 5, inizia così la sua campagna elettorale. "Monti ha seguito una politica troppo germanocentrica. Gli indicatori economici - ha aggiunto - sono tutti peggiorati, non sta a me dare giudizi, ma i dati sono tutti negativi". "Fino a quando sono stato a rappresentare l'Italia ero uno tra i due - tre capi di governo più autorevoli", ha affermato il Cavaliere.
"Per quanto riguarda il nostro debito - ha poi aggiunto - non è così elevato come si vuole far credere. L'Italia ha un attivo di 6.600 miliardi, è la seconda economia più solida dopo la Germania".

E sulle prossime mosse in politica interna dice: "Mi vedo questa sera a cena con Maroni per discutere dell'alleanza nazionale, degli impegni sul programma e della possibilità anche di un'intesa alle regionali".

Poi parla del suo partito, non nascondendo le divisioni: "Se dovesse accadere che gli ex An dessero vita ad una loro formazione allora cadrebbe il veto a che il Pdl non cambiasse nome, potremmo sottoporre alla nostra Direzione un altro nome, oppure mantenere questo con un simbolo diverso e cioè quello glorioso di Forza Italia usato nel 1994".
"L'anticipo delle elezioni dovute alle dimissioni di Monti è risibile, si tratta poco più di un mese. Quindi - ha spiegato Berlusconi - non c’è assolutamente una ragione vera perché i mercati si debbano e possano agitare".

Ai tedeschi però non piacciono le nuove prese di posizione del cavaliere e la risposta di Berlino non si fa attendere. I vertici della Germania metteno in guardia Berlusconi da una campagna elettorale antitedesca. Il governo tedesco non intende immischiarsi, ha detto il ministro degli Esteri Guido Westerwelle, "ma una cosa non accetteremo: che la Germania sia fatta oggetto di una campagna elettorale populista".