28/11/2020
23/06/2009

Racconti
d'Italia

Uno dietro l'altro, il nostro Paese conosce piccoli e grandi episodi di violenza quotidiana. E, nell'indifferenza. L'ultimo, a Napoli

Ancora una vittima dell'indifferrenza a Napoli. Dopo l'episodio avvenuto qualche giorno fa di un romeno ucciso sotto gli occhi dei passanti, in metropolitana, ieri notte è toccato ad una giovane donna subire il violento pestaggio di un gruppo di naziskin, accanitisi contro dei gay.

L'AGGRESSIONE. Erano le due di notte quando un gruppetto di delinquenti dalla testa rasata hanno aggredito e malmenato alcuni giovani omosessuali, nella centralissima piazza Bellini. Si è partiti da un marsupio, per arrivare alle
violenze personali. Dopo un alterco si è passati subito alle
mani. Sono volati calci e pugni Intorno, diverse persone hanno assistito al pestaggio, ma solo una studentessa di 27 anni è interventa a difesa degli assaliti.

LA DIFESA DELLA RAGAZZA. "Basta fermatevi! Ma che volete? Perché non ci lasciate in pace?". Così una giovane studentessa della provincia di Caserta, a passeggio per le vie del centro, ha tentato di fermare i naziskin, scagliatisi contro un amico di 22 anni, oggetto di alcuni apprezzamenti volgari e offensivi da
parte di un gruppo di coetanei. La giovane studentessa
avrebbe cercato di proteggere l'amico,  ma ha ricevuto uno spintone, è caduta per terra ed è stata presa a calci. La violenza dei colpi è stata così forte che la ragazza, ora ricoverata in ospedale, rischia di perdere un occhio.

INDIFFERENZA E COMUNICATO DELL'ARCIGAY. Nessuno è intervenuto. C'era anche chi passava, guardava e se ne andava. I carabinieri indagano. Le associazioni omosessuali napoletane hanno fatto sentire la loro voce con un comunicato congiunto, denunciando l'insicurezza vissuta dai gay in piazza Bellini: "La vera vergogna che denunciamo è la licenza di aggredire che viene così indirettamente concessa a chi viola i corpi e la dignità di altri esseri umani e la deriva violenta di false propagande: un Decreto sicurezza che non tutela un bel nulla, le istigazioni allo squadrismo violento e la cancellazione dell’omofobia dal novero degli allarmi sociali di questo Paese".

OMICIDIO RUMENO. Quasi un mese fa, il 26 maggio, un rumeno, Petru il suonatore, era stato ucciso con diversi colpi di pistola, nell'indifferenza dei passanti. Il procuratore al quale è stata affidata l'inchiesta ha affermato: "Fino a questo momento neanche una delle persone presenti al momento dell´azione si è fatta avanti. Eppure erano in tanti. Nessuno si è precipitato al primo commissariato di polizia o alla prima stazione dei carabinieri per denunciare l´accaduto o collaborare alle indagini. Non è un appello -chiarisce il magistrato - ma una semplice considerazione. L´inchiesta va avanti e speriamo di conseguire risultati".