21/10/2020
L'attentato di Kabul

Ritornano a casa

 

 

 
Domenica il loro ultimo viaggio che li riporterà a casa. Saranno accolti a Ciampino con tutti gli onori dal capo dello Stato Giorgio Napolitano le salme dei sei parà morti a Kabul, nel tardo pomeriggio sarà poi allestita la camera ardente all'ospedale militare di Roma. Lunedì alle 11 i funerali di Stato nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Proclamata una giornata di lutto nazionale.

I NOMI. Sono il tenente Antonio Fortunato, il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto,il sergente maggiore Roberto Valente, il primo caporal maggiore Giandomenico Pistonami, e il primo caporal maggiore Massimiliano Randino. Appartenevano al 186esimo Reggimento Paracadutisti Folgore di stanza a Siena, le vittime del tremendo attentato che giovedì scorso ha colpito i nostri militari in Afghanistan.


LA RICOSTRUZIONE. Un kamikaze si è fatto esplodere dentro un'autobomba un automezzo civile (una Toyota bianca secondo quanto ha riferito in Senato il ministro della Difesa Ignazio La Russa) con un notevole carico di esplosivo, riuscendo ad infilarsi tra i mezzi prima di provocare la deflagrazione. Il convoglio militare italiano stava trasportando dall'aeroporto di Kabul al quartier generale di Isaf alcuni militari che erano tornati da una licenza.
L'attentato è avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso l'ambasciata Usa, il comando Isaf e l'aeroporto. Sui due lati delle strade sono stati distrutti case e negozi.

LA RIVENDICAZIONE DEI TALEBANI. Un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha rivendicato l’attentato. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell’Isaf, nel centro della capitale. "E' stata un'autobomba" - ha detto al telefono alle autorità locali un portavoce dei terroristi-. Soldati italiani sono stati uccisi e i loro mezzi sono stati distrutti".

IL CORDOGLIO. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso un "sincero e accorato cordoglio ai familiari dei caduti e un augurio di guarigione ai feriti e indirizzare ai nostri valorosi che rappresentano l'Italia in questa difficile missione internazionale per la pace e la stabilità l'espressione della nostra riconoscenza e della nostra vicinanza".

LE POLEMICHE. Il grave tributo di sangue lasciato in Afghanistan ha fatto pensare ad un cambiamento di strategia che spacca il governo. Il primo a chiedere il ritiro immediato delle nostre truppe è Umberto Bossi: "Spero che questi ragazzi possano per Natale vedere casa loro". Ma quasi un momento prima il ministro degli esteri e quello della difesa avevano affermato il contrario, la strage di Kabul "non intimidirà il nostro Paese e non metterà in discussione il nostro impegno".

Netto l'intervento di La Russa :"Se Bossi parla di rientro dei militari della Folgore attualmente impegnati in Afghanistan allora ha ragione, altrimenti sarebbe una dichiarazione incomprensibile".

Il presidente del consiglio Berlusconi, aveva risposto: "Una riduzione delle truppe era prevista e ne parleremo. Ricordiamoci che noi abbiamo fatto di recente un aumento di quasi 500 soldati per mantenere l'ordine durante il periodo delle elezioni in Afghanistan. Ad elezioni svolte, con un esito che pare corrisponda alle reali intenzioni di voto dei cittadini afgani, credo che almeno questi 500 uomini li potremo cominciare a riportare a casa".