18/07/2019
12/12/2014

Piazza Fontana: 45 anni fa la strage

CRONACA - Un ordigno alla banca dell'Agricoltura nel centro cittadino di Milano che provocò la morte di 17 persone e il ferimento di altre 88. La prima di una lunga serie di stragi che hanno caratterizzato la stagione italiana degli anni di piombo.

"La madre di tutte le stragi": fu ribattezzata così la strage di Piazza Fontana, del 12 dicembre del 1969. Venne chiamata così perché da lì ebbe inizio la "strategia della tensione" fatta di bombe e terrore in tutt’Italia. Un ordigno alla banca dell'Agricoltura nel centro cittadino di Milano che provocò la morte di 17 persone e il ferimento di altre 88. La prima di una lunga serie di stragi che hanno caratterizzato la stagione italiana degli anni di piombo.

Tutti i processi hanno circoscritto, senza il minimo dubbio, un gruppo di neofascisti come ideatori ed esecutori della strage: ma nessuno di loro è stato condannato.
Nel 2005 la Corte di Cassazione ha affermato che la strage di piazza Fontana fu realizzata da "un gruppo eversivo costituito a Padova nell'alveo di Ordine Nuovo" e "capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura", che però non furono più processabili in quanto "irrevocabilmente assolti dalla Corte d'assise d'appello di Bari".

Una stagione nera aperta il 12 dicembre 1969 con la bomba di Piazza Fontana e chiusa 15 anni dopo, il 23 dicembre 1984 con l'attentato al Rapido 904 Napoli-Milano, 17 vittime. Tutte le carte dei servizi segreti sulle stragi saranno desecretate e versate all'Archivio centrale dello Stato. Si tratta di 1.500 documenti per complessive 50mila pagine che potranno dunque essere liberamente consultate dai cittadini. Ad oggi è stato trasferito il 15% circa dei faldoni: l'attività di versamento proseguirà quindi gradualmente per concludersi entro il 2015.

E oggi il Consiglio comunale di Milano fa una seduta straordinaria dedicata al 45esimo anniversario della strage, con interventi del sindaco Giuliano Pisapia, del collega di Brescia Emilio Del Bono  e del vicesindaco di Bologna Silvia Giannini.