18/06/2013
22/04/2012

Francia 2012, primo round a Hollande

PARIGI - Il candidato socialista supera Sarkozy. Inatteso boom della Le Pen. Partita ancora aperta al ballottaggio

HOLYFrancois Hollande 28,2 % è in testa ma Nicolas Sarkozy con il 27 % lo tallona. E’ questa l’unica previsione azzeccata per i sondaggisti francesi. Per il resto, tutto sbagliato, dall’ imprevisto boom dell'estrema destra di Marine Le Pen, per la prima volta vicina al 20%, al temuto astensionismo, che invece non c’è stato.

Dopo cinque duri anni di presidenza Sarkozy ha pagato il malessere generato dalla crisi e un atteggiamento “poco solenne” per un capo di stato, che lui stesso ha ammesso di aver avuto. L'antisarkozysmo ha trionfato e il gradimento, dal 31 per cento del 2007 è sceso al 26-27. Il suo avversario, Hollande, con un atteggiamento pacato e “normale” ha convinto pur senza dimostrarsi travolgente. 

Da un prestigioso candidato della ‘gauche’ come Dominique Strauss-Kahn, che aveva ricoperto cariche di grande responsabilità, al modesto funzionario di partito. Nell’”emergenza” però Hollande ce l'ha fatta e parte in vantaggio per l’apertissimo ballottaggio del 6 maggio che potrebbe mettere fine a 17 anni di destra all' Eliseo. 

Sarko ha incassato il colpo. Alle 19 ha riunito tutti i ministri per decidere la strategia, poi è arrivatodavanti ai fedelissimi riuniti sorridente: “propongo tre dibattiti”, ha bluffato, sapendo che Hollande non avrebbe mai accettato. Ma ha fatto capire che darà battaglia, guardando soprattutto ai temi cari all'estrema destra perché lì, nei forzieri del fronte nazionale, c’è il “tesoretto” di voti chepotrebbe salvarlo.

 Ma è Marine Le Pen, figlia del padre-padrone del Fronte nazionale, a festeggiare più di tutti Raggiante, per il suo 18,6 % di consensi è andata a stappare champagne con i suoi: all'esordio ha superato il padre dando l'impressione che, nonostante la durezza di alcuni temi sia rimasta tale e quale - dall'immigrazione alla xenofobia -  l'atteggiamento più morbido abbia pagato e che in qualche modo sia riuscita a “sdoganare” il fronte.

Questa situazione imprevista complica calcoli e trattative per il secondo turno: Sarkozy può sperare, sulla carta, su una percentuale consistente di voti del Fronte da poter conquistare, ma dovrà virare a destra la sua campagna. Così come il risultato deludente di Melenchon spingerà molti centristi - in attesa di consegne di voto da parte del delusissimo Francois Bayrou, 8-9 per cento - a votare piùtranquillamente per un Hollande che non sarà costretto a  cavalcare i temi della gauche più estrema.  “Sono fiducioso, sono nella posizione migliore per vincere”, ha esultato Hollande.

“Bisogna vincere per l'amore della patria - ha replicato Sarkozy - vado al ballottaggio con fiducia”. “La battaglia di Francia è soltanto cominciata”, ha promesso la Le Pen guardando avanti, conscia che ora che un francese su cinque vota per il Fronte, lei sarà chiamata a maggiori responsabilità. “Il nostro popolo sembra ben determinato a voltare la pagina degli anni di Nicolas Sarkozy”, ha commentato un Melenchon che nonostante gli scarsi risultati ha rianimato un partito comunista che, alle ultime elezioni, era di fatto sparito.

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