09/12/2019
21/02/2014


Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti

Fumetti con le ruote - Diabolik e la sua Jaguar
Fumetti con le ruote, tutti i sabati in onda su Isoradio, dalle 10:30 alle 10:45








Su Rai Isoradio, ogni sabato dalle 10.30 alle 10:45 si parla di macchine, viaggi e avventura  con un taglio inedito che prende spunto dal  mondo dei fumetti. Moltissimi eroi, super-eroi, cattivi e cattivissimi,  nelle loro avventure sono alla guida di una  macchina,  una moto o  addirittura un camion divenuti col tempo un  personale segno di distinzione, oltre che un mezzo di trasporto.
Il Maggiolone Volkswagen di Dylan Dog, l'inconfondibile Jaguar di Diabolik, La Batmobile dell'Uomo Pipistrello, la sgangherata 313 di Paperino: sono tanti i mezzi di trasporto che scarrozzano gli eroi dei fumetti in giro per le strade del mondo.
A raccontarli sono proprio i loro autori, disegnatori, editori che ogni settimana saranno ospiti della rubrica  "Fumetti con le ruote", nata da un'idea, realizzata e condotta da Riccardo Corbò e Pasquale Martello, con la regia di Mauro De Cillis e l'egida di Danilo Scarrone, Direttore di Isoradio.

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Il personaggio della puntata



DIABOLIK
Diabolik viene creato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani. La sua genesi è strettamente collegata ad un mezzo di trasporto con le ruote, un treno. O meglio, molti treni, quelli dove salivano i pendolari della Stazione di Milano Cadorna. Angela Giussani, che abitava là vicino, pensò che il fumetto perfetto per questi pendolari sarebbe dovuto essere di facile e coinvolgente lettura e che si potesse facilmente mettere in tasca finito il tragitto in treno. Da queste geniale intuizione, nacque l'albo di Diabolik, in edicola il primo novembre del 62, prezzo di copertina, 150 lire.

Già dal primo episodio, tutte le caratteristiche base di Diabolik sono bene in evidenza. E' un genio, seppur del male, capelli neri cortissimi, sguardo di ghiaccio, può assumere le fattezze di chiunque con le sue maschere di plastica sottilissima di sua invenzione e di notte, col buio, è praticamente invisibile grazie alla sua calzamaglia nera che lascia scoperti solo i suoi occhi.
Uccide anche spietatamente ma non usa armi da fuoco. La sua arma è il coltello, ma anche le sue mani sono mortali. Una sua stretta alla gola non lascia all'avversario neanche il tempo di emettere un grido.
Dal terzo numero della serie, sua compagna indiscussa nella vita e nei crimini, è Eva Kant.
Sua macchina simbolo, fondamentale per le sue fughe, è la Jaguar E-Type, ovviamente nera e ovviamente da lui elaborata per dotarla dei più immaginifici trucchi.

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L'anteprima della settimana




Diabolik Inedito
CONTRO OGNI REGOLA
Anno LIII
N° 4
Data uscita: 01/04/2014
Soggetto: M. Gomboli - A. Pasini
Sceneggiatura: R. Altariva
Disegni: A. M. Ricci - M. Ricci
Copertina: M. Buffagni


Diabolik non colpisce mai due volte nello stesso posto, è quasi una regola. Ma Ginko sa bene che Diabolik raramente rispetta le regole, e allora le sue indagini saranno a tutto campo, senza escludere nessuna ipotesi. Neppure la più improbabile.

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L’ospite della puntata



MARIO GOMBOLI
Nasce a Brescia (Italia) nel luglio 1947. Nel 1966 viene presentato alle sorelle Angela e Luciana Giussani e inizia così la sua collaborazione ai soggetti di Diabolik che durerà a lungo e lo porrà negli anni Duemila alla guida della casa editrice.
Grazie all'amico sceneggiatore Alfredo Castelli, nel 1967 inizia a collaborare con Maria Perego, scrivendo le sceneggiature per la serie televisiva "Lupo Lupone e Cappuccetto a pois". Nel 1968, con Alfredo Castelli, Marco Baratelli e Carlo Peroni fonda la rivista satirica Tilt per l'editore genovese Florenzo Ivaldi. Nel 1969-1970, con Silverio Pisu, scrive i testi per il carosello "Tacabanda" e collabora ad alcune "Fiabe sonore" della Fabbri. Nello stesso periodo scrive soggetti per Horror e Psyco e le sceneggiature dei primi fumetti di Milo Manara per Genius. Nel 1972 ancora con Castelli contribuisce al progetto della rivista Sorry e alla realizzazione del numero "zero".
Nel 1973 Gomboli inizia una collaborazione con il settimanale francese Pif Gadget, creando le allegre scenette di Zoo Pazzo (illustrate da Massimo Mattioli) e i 7 episodi di Milo Marat (disegnati da Bonvi): serie che in Italia vengono subito pubblicate (con il nome di Jolly Flipper) dal Corriere dei Ragazzi diretto da Francesconi.
Intraprende con successo anche la strada dell'autore "completo", disegnando da sé le proprie creazioni. Nascono così i primi libri ("Zoo Pazzo", Rizzoli 1974) e illustrazioni per diversi periodici (Cosmopolitan, Starbene, Insieme, Mamma & baby, Annabella, Vogue Bambini, Topolino, L'Europeo eccetera) fino al 1982, quando lascia tutto questo, vince un concorso per la cattedra di Composizione alla facoltà di Architettura di Algeri e si trasferisce oltremare per un anno.
Ritornato in Italia, riprende l'attività con Arcoquattro e, grazie all'aiuto dell'illustratrice Nadia Pazzaglia, produce nel 1984 per La Coccinella il suo primo vero libro-gioco: "I Mesi Pazzi", su testi di Laura Magni; motivato anche dalla nascita della prima figlia, Agnese, lo farà seguire da più di cento altri titoli per l'infanzia per editori diversi.
Nel 1989 viene chiamato dal direttore di Airone Salvatore Giannella a dar forma alla vecchia idea di un Airone Junior (poi Dodo), e collabora con articoli, giochi, illustrazioni e poster a ogni numero della rivista.
Nel 1998 è chiamato da Luciana Giussani a "continuare la sua diabolika avventura" con il ruolo di socio e direttore generale della Casa Editrice Astorina, e dopo la scomparsa delle due editrici e scrittrici che avevano creato il fortunato personaggio, capostipite dei "neri", assume interamente l'impegno editoriale compiendo scelte innovative, con il coinvolgimento di nuovi autori.

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La macchina della puntata



JAGUAR E-TYPE

Il modello E-Type, è stata prodotto dalla britannica Jaguar dal 1961 al 1975.
Disegnata da Malcolm Sayer, è stata una vettura rivoluzionaria per l’estetica, la progettazione, il tipo di guida e il prezzo. La E-Type infatti raggiunge velocità pari a quelle di una Ferrari e di una Aston Martin dello stesso periodo, ma costava la metà di queste concorrenti.  La classica versione due posti fu affiancata dalla versione coupé e 2+2, per venire incontro alle esigenze del mercato americano.
Infatti, solo il 17% della produzione fu venduta sul mercato casalingo, nel Regno Unito. Il resto fu ordinato da ogni angolo del pianeta, ma la maggior parte negli Stati Uniti, dove la E-Type era conosciuta col nome di XKE.
Nei 14 anni di produzione furono messe sul mercato 70.000 vetture.
Tra i tanti primati su strada ed estetici, anche uno artistico. Nel 1996, il Moma, il Museo d’arte moderna di New York, inserisce nella sua collezione permanente  una E-Type Roadster del 1961.
In Italia, Il successo dell’accoppiata con il Re del terrore è stato tale che negli anni ’70, incontrando una Jaguar E-Type si diceva “Guarda, l’auto di Diabolik!”


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Il fumetto della settimana



"Il MEGLIO DI PS MAGAZINE"

Il fumetto di questa settimana non è il classico fumetto da edicola, ma è un volume unico, che trovate nelle librerie e ha una notevole importanza anche come documento storico e artistico.
Parliamo di IL MEGLIO DI PS MAGAZINE, di Will Eisner, edito in Italia in una curatissima e lussuosa versione da Bao Publishing.
Eisner, maestro assoluto dei comics, padre nobile della Graphic Novel, il fumetto fatto romanzo, tra il 1951 e il 1971 ha collaborato con l'esercito americano, con una rivista tematica sulla manutenzione preventiva.
In pratica, con semplici vignette, illustrazioni, storie a fumetti immediate Eisner spiegava ai soldati l'importanza di manutenere tutti i mezzi meccanici  a loro affidati, e come farlo.
Come scongelare la batteria di una jeep, saper capire quando è tempo di cambiare le ruote troppo logorate, come usare un amperometro.
Il tratto di Eisner sono splendidi come sempre, e non mancano le sue meravigliose e sensuali pin-up, amate ovviamente molto anche dai soldati.
IL MEGLIO DI PS MAGAZINE è un volume, come si suol dire, per i veri intenditori.

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Gli autori e conduttori:

Riccardo CORBÒ
E’ tra i fondatori del primo magazine telematico dedicato al fumetto, nella prima metà degli anni 90. Dopo  aver lavorato per le principali case editrici di fumetti romane, nei ruoli redazionali più disparati, è  passato in Rai. Ha collaborato dal 1996 al 2004 al programma radiofonico “Golem”. Dal 2001 al 2005, a Rainet, è stato il Portal Manager e Community Manager di Rai.it. Ha curato il sito del Tg1, di Vincenzo Mollica e l’offerta dei canali Rai su Youtube. Attualmente lavora al Tg3, dove si occupa per il web della rubrica “Comics” e per la televisione realizza servizi per  il “Tiggì Gulp” (in onda su Rai Gulp) e per la  rubrica “Agenda del mondo” (in onda su Rai Tre).
Insegna da otto anni “Morfologia e critica della paraletteratura” al Master in Critica Giornalistica dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”.


Pasquale MARTELLO
Tra i suoi lavori annovera  vignette satiriche e umoristiche per numerosi quotidiani; illustrazione, grafica e cura di saggi sul mondo del fumetto. E’ stato tra i disegnatori del fumetto Tiramolla. Per Rainet, è stato l’art director delle prime interfacce web e multimediali del servizio pubblico. Attualmente è web master del sito del Tg3, per il quale realizza anche la vignetta giornaliera presente in home page e presentata settimanalmente nel corso della trasmissione “Fuori Tg”. Per “Tiggì Gulp” il telegiornale per ragazzi della Rai, realizza regolarmente servizi sulle novità tecnologiche. Per Isoradio è anche autore de “La vignetta alla Radio”, in onda tutti i giovedì mattina.
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Il regista

Mauro DE CILLIS
Ha iniziato ad occuparsi di comunicazione nel 1975, scrivendo per il settimanale musicale "Nuovo Sound". Dal 1980 collabora con Radio RAI, come autore, conduttore, regista e giornalista. Nei vari ruoli ha seguito produzioni diverse per Radio Uno e Radio Due: trasmissioni musicali, varietà, contenitori, programmi in diretta con gli ascoltatori, sceneggiati, sit-com e altro ancora. Nel 2006, insieme ai colleghi Massimo Forleo, Emilia Morelli e Francesca Vitale, ha rappresentato Radio Uno al Prix Italia, con il documentario "Cefalonia. Non immaginavo che ci ammazzassero...", selezionato tra i sei migliori lavori d'interesse storico e poi compreso nell'antologia "Cento voci dall'Italia" (RAI Teche, 2011).
Nel 1991 l'associazione dei critici radiotelevisivi (AICRET) e l'Ente dello Spettacolo lo hanno premiato quale miglior regista radiofonico italiano.