Aleppo a ferro e fuoco
ALEPPO (SIRIA) - Impossibile stabilire la reale situazione sul terreno tra artiglieria pesante e bombardamenti, l'unica cosa certa è la gente in fuga dalla città, almeno 200mila secondo l'Onu
Ad Aleppo terzo giorno della pesantissima offensiva lanciata dagli uomini di Bashar el Assad al quartiere di Salaheddin, bastione dei ribelli che è continuamente bombardato dal cielo. Le fonti del regime cantano vittoria: “Lo abbiamo in parte riconquistato - dicono - Così come a Damasco anche ad Aleppo i ribelli stanno per essere schiacciati”. Gli insorti smentiscono: “abbiamo respinto gli attacchi nel nostro quartiere roccaforte, l'esercito siriano non è avanzato di un metro. Sette carri armati e diversi blindati sono stati catturati, sei soldati uccisi e 25 fatti prigionieri dopo 10 ore di battaglia”. I ribelli dicono anche di aver conquistato un punto strategico tra Aleppo e la Turchia, un corridoio che garantirebbe il collegamento tra la città siriana ed il confine turco.
Impossibile stabilire la reale situazione sul terreno tra artiglieria pesante e bombardamenti, l'unica cosa certa è la gente in fuga. “Almeno 200mila persone - denuncia l'Onu - Le organizzazioni umanitarie devono poter entrare ad Aleppo, perché qui manca ormai di tutto.





