24/08/2019
23/02/2012

Respingimenti
illegali. Italia
condannata

Lo ha stabilito la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per il per il cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 migranti respinti contro la loro volontà nel 2009

Una sentenza storica, I respingimenti sono illegali. Lo ha stabilito la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per il cosiddetto caso Hirsi, che riguardava 24 migranti respinti contro la loro volontà nel 2009. In particolare sarebbe stato violato l'articolo 3 della Convenzione sui Diritti Umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. In sostanza, il nostro Paese ha violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani. L'Italia è stata condannata a versare un risarcimento di 15mila euro più le spese a 22 delle 24 vittime, in quanto due ricorsi non sono stati giudicati ammissibili.

Come ha ricordato nei giorni scorsi il Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir), il 6 maggio 2009 a 35 miglia a sud di Lampedusa, in acque internazionali, le autorità italiane intercettarono una nave con a bordo circa 200 persone di nazionalità somala ed eritrea (tra cui bambini e donne in stato di gravidanza). I migranti vennero trasbordati su imbarcazioni italiane e riaccompagnati a Tripoli contro la loro volontà, senza essere prima identificati, ascoltati né preventivamente informati sulla loro effettiva destinazione. I migranti non ebbero alcuna possibilità di presentare richiesta di protezione internazionale in Italia.

Di questi 200 migranti 24 (11 somali e 13 eritrei) vennero  rintracciati e assistiti in Libia dal Cir. E' stato lo stesso Consiglio ad incaricare gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani di presentare ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo.

Clicky