30/03/2017
26/10/2011


Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti

Nirvana: gira la ruota e vivi un'altra vita
Emiliano Pagani e Daniele Caluri invadono  Panini Comics (o viceversa...)


 

 Presentato e disponibile in anteprima a Lucca Comics 2011 (28 ottobre - 1 novembre), e in tutte le edicole e fumetterie italiane dal 3 novembre, arriva il primo numero di "Nirvana", la miniserie di Emiliano Pagani e Daniele Caluri edita da Panini Comics. 

Così viene lanciata l'iniziativa sul sito della casa editrice:

"Una nuova, esilarante serie umoristica che sconvolgerà il panorama del fumetto italiano: NIRVANA è tra noi, e niente sarà più come prima!
Ramiro è un piccolo farabutto, scaltro e intelligente che vive la sua vita nell’Italia di oggi, senza rispetto per niente e per nessuno, imbrogliando chiunque gli capiti davanti, compresa la pedante fidanzata Cristy.
Quando la sua strada si incrocia con quella di Occhionero Ronson le cose si complicano, e Ramiro entra a far parte del programma di protezione testimoni sotto la supervisione del manesco ispettore Buddha.
Ramiro ha ora una nuova, improbabile identità, dovrà cercare di non incasinare tutto e di sfuggire alla vendetta di Ronson e dei suoi scagnozzi Golem e Slobo.
Azione, risate e ippopotami nell’opera sconvolgente sceneggiata con destrezza da Emiliano Pagani e disegnata magistralmente da Daniele Caluri. Gira la ruota e vivi un’altra vita!"

Chi sono Emiliano Pagani e Daniele Caluri, e perché Nirvana dovrebbe sconvolgere il panorama del fumetto italiano?

Pagani e Caluri (i Paguri, come si firmano in crasi), rispettivamente scrittore e disegnatore, sono una coppia collaudata del fumetto satirico/dissacratorio/umoristico italiano. Tra le tante loro creature, la più celebre e di maggiore successo - di critica e di pubblico - è Don Zauker, nato originariamente sul "Vernacoliere".

Don Zauker - Pagani docet - «è arrogante, manesco, ignorantissimo, egoista, bugiardo; è l’incarnazione dei peggiori vizi dell’uomo e non fa assolutamente niente per nasconderlo.»

Appropiatosi in circostanze controverse della tonaca di un prete, Don Zauker si muove fumettisticamente nell'attuale panorama socio-politico dello Stivale, facendo scontrare la sua ruspante violenza, volgarità, pornofilia, contro tutto il costrutto del finto perbenismo, dell'ipocrisia, delle frustazioni degli italiani e dei "giochi" dei poteri forti, dello Stato e del Vaticano.

Ecco, ora prendete due spiriti liberi come Pagani e Caluri, e calateli nel contesto editoriale mainstream della Panini Comics. Cosa ne esce fuori da questa mefistofelica alchimia?

Ne esce, incredibilmente, Nirvana!

Incredibilmente (in senso positivo), perché la Panini - fiduciosa delle loro capacità - ha lasciato praticamente carta bianca ai due autori, non ponendosi nessuna delle remore che uno si aspetterebbe da una casa editrice "classica" rispetto alla raffica di battute e sequenze grafiche intrise di politicamente scorretto che i Paguri sparano senza fermarsi un attimo per tutte le pagine della storia.

E' un fumetto senza pietà, senza speranza e senza riscatto, Nirvana.

Si ride tanto, ma si ride amaro. Dove in Don Zauker, almeno il protagonista, pur se tra truffe, violenza, soprusi, esce "vincitore" alla fine di ogni storia, l'antieroe di Nirvana è la prima vittima della cialtronaggine imperante.

Ramiro Tango è un incapace senza vera arte né parte, che appena prova ad alzare la testa, è subito costretto a riabbassarla, non solo metaforicamente, ma anche a forza di cazzottoni.

 

(La copertina dell'edizione variant di Nirvana n.1 è presentata in "odorama". Grattando - come dice la scritta - sul punto indicato, sentirete un odore molto particolare. E visto il punto da grattare, potete immaginare di che odore si tratta. E non stiamo scherzando, è tutto vero!)



E' una serie pienamente calata nel genere umoristico, Nirvana, di cui rispetta tutte le regole: a livello grafico, il tratto è grottesco e deformato; a livello narrativo, la storia complessiva si dipana lungo tutti i sei numeri, ma ogni albo è anche apprezzabile e "autoconclusivo" in se stesso.

E all'interno di ogni numero, la vicenda è divisa in situazioni sketch, ciascuna capace di tirare fuori la risata o il malefico ghigno del lettore.  

Rispetto alle serie umoristiche "classiche", Nirvana gioca però su una forte attualità e sulla totale mancanza di pietas: migranti legati e gettati in mare, fellatio e atti sodomitici con protagonisti poveri vecchi, battute sulla religione (che sia il cattolicesimo, l'ebraismo o il buddismo), oltre a un Primo Ministro vecchio, prepotente, incartapecorito e inadeguato al suo ruolo, che potrebbe casualmente fare venire in mente qualcuno.

E' un esperimento particolare, questo Nirvana. La carica autoriale, "eversiva" e dirompente che si porta in dote, lo potrebbe rendere, mutatis mutandis, il corrispettivo del 2011 di quello che è stato Alan Ford e il Gruppo TNT nel 1969.
Sono passati quarantadue anni, ed è in effeti ora che un fumetto attuale rinnovi la tradizione delle sgangherate vicende corali umoristico/satiriche che il pubblico italiano ha sempre mostrato di gradire, quando bene realizzate.

Le basi ci sono tutte, il cast è ricco, surreale e tristanzuolo quanto serve, ma si arriva a questo punto a un forte dubbio sulla formula editoriale scelta.

Nirvana è una miniserie di sei numeri, a cadenza bimestrale, che si concluderà nel corso di un anno.

I Paguri hanno già dichiarato, che sono sì disposti - eventualmente - a valutare prossime "stagioni", sul modello vincente delle serie televisive americane, in caso di forte successo della serie, ma che non credono nel serie regolari o nello sfruttamento commerciale ad ampio raggio dei personaggi, anche in questo caso.

Qual è il pubblico allora, al quale si rivolge Nirvana?

Per chi segue la produzione dei Paguri da sempre,  troverà una piacevole lettura, ma che - almeno per il primo numero - presenta numerosi deja-vu.
Per chi li scoprirà - grazie all'imponente macchina da guerra comunicativa e distributiva della Panini - per la prima volta, ci vorrà un minimo di tempo per "prendere le misure" del suo umorismo caustico e spiazzante.

I sei numeri, anche come "biglietto da visita" della serie, ci sembrano il suo maggior punto debole.

Probabilmente è un inevitabile compromesso, perché il "matrimonio alchemico" tra due realtà così distanti si potesse celebrare, ma forse (autori Paguri, Panini Comics tutta, toccatevi pure, lo spirito del fumetto in questo caso permette di farlo platealmente!) anche la sua principale maledizione... 

 

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Vi presentiamo, in esclusiva e in anteprima (per gentile conessione di Panini Comics, come si suol dire in questi casi), uno spaccato della storia, l'incontro/scontro iniziale di Ramiro con la Guardia di Finanza, dopo aver appena buttato a mare, completamente legato, uno dei due migranti che stava portando - ovviamente illegalmente - in Italia.

 

 


Continua, ovviamente, su "Nirvana" n.1 (64 pag. B/N, Panini Comics), in tutte le edicole dal 3 novembre!