26/05/2013
06/06/2012

Fisco, meno entrate del previsto

Secondo il rapporto Mef della Ragioneria Generale dello Stato, il confronto tra il gettito registrato e le previsioni nel periodo gennaio- aprile 2012 evidenzia un differenziale di -3.477 milioni di euro

ROMA - Diminuiscono i consumi e calano anche le entrate del fisco. Secondo il rapporto Mef della Ragioneria Generale dello Stato, il confronto tra il gettito registrato e le previsioni nel periodo gennaio- aprile 2012 evidenzia un differenziale di -3.477 milioni di euro (pari a - 2,9 per cento). Insomma, le entrate sono sotto le previsioni: a pesare sono soprattutto i minori incassi dell'Iva e il dato preoccupa non poco Palazzo Chigi. Il premier Mario Monti annuncia un inasprimento della lotta all'evasione, ma di alleggerire la pressione fiscale per far ripartire i consumi non si parla: ''Siamo stati criticati per essere stati troppo duri, saremo ancora più duri in futuro''. 

E’ la Corte dei Conti, con il presidente Luigi Giampaolino, a fare il punto sulla finanza pubblica italiana tornando a puntare l'indice contro l'evasione ''una piaga che solo per Iva e Irap pesa 46 miliardi di euro l'anno, e contro la corruzione che persiste soprattutto nel settore della sanità”. Poi un appello alla crescita: “attenzione ad aumentare troppo le tasse, il rischio è quello di un avvitamento, di un circolo vizioso che compromette la crescita. L'economia asfittica tra l'altro si fa sentire sul gettito, sotto le attese, proprio come certificato dalla nota della Rgs, ora e forse anche per i prossimi anni, e rende difficile conseguire risultati sul fronte della spesa nonostante gli sforzi che vengono fatti. Bene invece l'avvio della spending review soprattutto nel settore della sanità”.

L'aumento della pressione fiscale provoca sicuramente ''impulsi recessivi sull'economia reale - avverte il presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti Luigi Mazzillo - allontanando gli obiettivi di gettito e provocando un ''rischio di avvitamento. Va disinnescato il circolo vizioso - spiegano i magistrati contabili - Occorre realizzare un abbattimento significativo del debito, attraverso la dismissione di quote importanti del patrimonio mobiliare ed immobiliare in mano pubblica''.