Papa, tra Duomo e stadio Meazza
MILANO – Padre Lombardi: “Non ricordo evento con questo livello coinvolgimento”. “Lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita”, ammonisce Ratzinger
Le coreografie dei volontari al Meazza, i cori e gli slogan dei circa 80 mila cresimandi riuniti allo stadio per Benedetto XVI°, le grida di “viva il Papa”, accompagnano ovunque il pontefice, dal Duomo a San Siro: è un continuo abbraccio d'affetto quello che Milano tributa a Benedetto, nel suo secondo giorno di visita.
“Un incontro travolgente”, lo definisce il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, che nonnasconde la gioia per le dimensioni assunte dal VII° Incontro mondiale delle famiglie. “Non ricordo – dichiara Lombardi - un altro evento con queste dimensioni, scenografie e livello di coinvolgimento”. Papa Ratzinger viene accolto in uno stadio quasi esaurito anche da uno striscione lungo 500 metri. Dalle mani dei capitani di Inter e Milan riceve le rispettive maglie con il nome Benedetto e il numero 16 stampati sulla schiena. E’ un bagno di folla il percorso per San Siro e il Papa, rallentato dalla gente scesa in strada per salutarlo, arriva addirittura in ritardo.
In serata l’appuntamento a Bresso. Sono almeno 500 mila i partecipanti. Visto dall’esterno si potrebbe dire che il colpo d'occhio è quello che precede l'inizio di un festival rock: il palco enorme, le persone che dal primo pomeriggio hanno iniziato a accalcarsi sotto il sole in attesa della star. Bandiere da tutto il mondo che sventolano, da quelle brasiliane a quelle ecuadoregne, dal tricolore a quelle della pace. C’è chi si accampa con seggiolini e asciugamani da spiaggia stesi sull'erba, ci sono ragazzi che giocano a pallavolo o a calcio, e per i bambini intrattenimento con i clown.
“Lo Stato è chiamato a riconoscere l'identità propria della famiglia, fondata sul matrimonio e aperta alla vita”, aveva detto Benedetto nel discorso al VII Incontro Mondiale delle Famiglie. Per il Papa è ugualmente un “diritto primario dei genitori” quello alla libera educazione e formazione dei figli, secondo il progetto educativo da loro giudicato valido e pertinente. «
Ratzinger ha anche affrontato i temi legati al rispetto della vita: “Lo Stato è a servizio e a tutela della persona e del suo benessere nei suoi molteplici aspetti, a cominciare dal diritto alla vita, di cui non può mai essere consentita la deliberata soppressione”. No pertanto alla legalizzazione dell'aborto, che è già in atto nell'ordinamento italiano, e a quella dell'eutanasia, che viene proposta. Le leggi debbono trovare giustificazione e forza nella legge naturale, che è fondamento di un ordine adeguato alla dignità della persona umana”, afferma Benedetto XVI°.





