19/05/2013
10/05/2012

Imprenditore si uccide a Pompei

NAPOLI – Prima una preghiera nel santuario, poi si spara con una calibro 7,65. Il vescovo: “Abbandonati dalle istituzioni”

suiEra titolare di una impresa edile Arcangelo Arpino, 63 anni, di Vico Equense,  provincia di Napoli che si è ucciso sparandosi alla testa nel parcheggio del Santuario di Pompei.  Ha lasciato tre lettere: una di scuse ai familiari, un’altra dove parla dei problemi economici legati alla sua attività e l’ultima con accuse contro Equitalia per le diverse cartelle esattoriali inviate e anche ad un commercialista napoletano. C'é poi anche un elenco di cinque assegni, per un importo complessivo di 4100 euro, che l'uomo chiede di bloccare in quanto scoperti.

Prima imprenditore edile poi titolare di un'agenzia immobiliare e matrimoniale. Attività piene di problemi e di crisi. E' stata segnata da tutto questo, secondo quanto accertato dai carabinieri, la vita dell’uomo. Da due anni, Arpino aveva chiuso l'impresa di costruzione, dove viveva, per problemi economici, in particolare a causa di lavori che non gli erano stati pagati. Attualmente aveva un'agenzia immobiliare e anche matrimoniale, ma neanche in questo caso la situazione era rosea, anzi.

Secondo quanto hanno raccontato alcune donne che si trovavano nel santuario in attesa dell'inizio della prima messa del pomeriggio, Arcangelo Arpino si sarebbe inginocchiato a pregare per alcuni momenti davanti al quadro della Madonna di Pompei, venerato da milioni di fedeli ogni anno. Poi, uscito fuori, è andato ad appoggiarsi su un muretto dove si è sparato con una pistola calibro 7.65. “La gente si sente abbandonata. Anch'io durante la supplica ho detto di sentirmi abbandonato dalle istituzioni. Anche Gesù sulla croce si è lamentato: sono vicino e solidale ai familiari di quest'uomo” dice l'arcivescovo di Pompei, Carlo Liberati. “Comprendo la disperazione. Anche qui io faccio fatica a pagare i nostri dipendenti, di notte non dormo più”.

La disperazione ha portato al suicidio anche un disoccupato a Vaiano di Prato. L’uomo soffriva di crisi depressiva per i problemi di natura economica e viveva solo della pensione dell'anziano genitore morto poco tempo fa.