20/06/2013
14/04/2012

In Siria la tregua è già finita

le bugie del governo siriano vengono svelate dalle immagini che, nonostante le difficoltà, continuano ad arrivare e mostrano nuovi bombardamenti ad Homs, citta martire da settimane martellata da colpi di mortaio. Una rottura evidente della tregua

"Sono dei bugiardi, l'avevamo già detto. Non ci possiamo fidare di loro. Non rispetteranno la tregua". Parole che arrivano dal campo profughi di Boy-nu-yogun, uno di quelli in Turchia dove ormai vivono oltre ventiquattromila siriani, fuggiti dalle violenze del regime e dai combattimenti. E le bugie del governo siriano vengono svelate dalle immagini che, nonostante le difficoltà, continuano ad arrivare e mostrano nuovi bombardamenti ad Homs, citta martire da settimane martellata da colpi di mortaio. Una rottura evidente della tregua, mediata da Kofi Annan per conto di Nazioni Unite e Lega Araba; tregua giunta oggi al suo terzo giorno e che sia giovedì che venerdì ha sostanzialmente tenuto.

Notizie che filtrano da fonti dell'opposizione,non sempre verificabili, in un Paese che ha chiuso le porte alla stampa internazionale. In Siria da oltre tredici mesi è in corso una rivolta, partita sulla scia della primavera araba, per la democrazia e contro il regime quarantennale del partito Baath e della famiglia Al Assad. Più di novemila le vittime della repressione sin'ora.

La mediazione di Kofi Annan è stata l'unica mossa sulla quale la comunità internazionale si è ritrovata unita. Oggi al Palazzo di Vetro si proverà a far passare una risoluzione per inviare in Siria una squadra di osservatori per monitorare la tregua. Ma il regime di Damasco fino a oggi ha potuto contare all'Onu sul veto dei suoi potenti alleati, Russia e Cina.