22/05/2013
05/05/2012

Dopo cartella tasse 72enne si spara

NAPOLI – “Gravissimo, non ce la può fare” dicono i medici. In biglietto l’uomo aveva scritto “la dignità vale più della vita”. In Sicilia un disoccupato si impicca

caraSono “assolutamente disperate e senza possibilità di recupero” le condizioni di Pietro Paganelli, 72 anni che ha tentato il suicidio a Mergellina. Secondo i medici del reparto rianimazione dell’ospedale Loreto Mare, il paziente, “che si è sparato alla tempia, non ce la può fare”.
L'uomo è stato trasportato in ospedale in condizioni “assolutamente disperate”. Nessuna possibilità di recupero, nessuna opzione chirurgica. Attualmente Paganelli respira ancora spontaneamente, ma è in stato di coma grave e la morte è solo questione di ore. Le lesioni non sono infatti suscettibili di cura visto che il cranio è stato aperto da proiettile con fuoriuscita di materiale cerebrale.

Paganelli da qualche tempo aveva ricevuto una cartella esattoriale di 15mila euro e un'altra di 11 mila si era aggiunta nei giorni scorsi. Alla sua famiglia ha lasciato un biglietto: “La dignità vale più della vita”.

L'uomo vive a Pozzuoli mentre la sua officina, dove riparava barche, è a Napoli, Mergellina lì dove ha tentato il suicidio e dove è stato trovato dal figlio. Solitamente il sabato mattina, l'anziano andava in barca. Oggi, però, quando i suoi familiari si sono accorti che le chiavi della barca erano in casa e che al cellulare non rispondeva, si sono preoccupati e hanno allertato i carabinieri.

Lo stesso è accaduto in Sicilia. Dopo una vita di precariato, Gaetano Trovato Salinaro, 47 anni di Enna ha deciso di farla finita. Lavorava come cameriere saltuario alla mensa di un centro di assistenza per disabili ma dopo che gli avevano ulteriormente ridotto l'orario di lavoro aveva smesso di sperare in un futuro migliore.

Il senso di impotenza causato dalla depressione. Sarebbe stata proprio questa la molla che ha portato l’uomo sposato e padre di due figli di 9 e 4 anni a togliersi la vita. Le scuse ai propri cari in quattro biglietti lasciati prima di chiudersi alle spalle la porta del garage della villetta dove abitava con la famiglia. Poi ha appeso una corda alla trave del soffitto, si è stretto il cappio al collo e si è lasciato andare.