19/06/2013
10/05/2012

Pdl: "Monti chiarisca"

41 parlamentari del Pdl chiedono al presidente del Consiglio di smentire che quando parlava di "responsabilità per le conseguenze umane della crisi" faceva riferimento al governo Berlusconi

ROMA - Nessuna smentita, nessuna presa di distanza dai vertici del partito. E così l'interrogazione dei 41 parlamentari del Pdl suona come un avvertimento ancora più forte. Perché tra le firme ci sono tutte le anime del partito, non solo gli anti-montiani di sempre. Chiedono che il premier chiarisca, che vada in Aula a smentire di aver fatto riferimento al governo Berlusconi e al Pdl quando parlava di responsabilità per le conseguenze umane della crisi. 

Non è dunque bastata la correzione di tiro immediata di palazzo Chigi. Ed è indubbio che le fibrillazioni che attraversano il partito di Berlusconi diano più di un pensiero a Monti. Che il cavaliere abbia interesse ad andare al voto anticipato in autunno per il premier non sarebbe ipotesi credibile. Ma nel Pdl riprendono fiato i falchi, che addossano al sostegno all'esecutivo la colpa del tracollo elettorale, e della fine dell'alleanza con la Lega. E c'è chi, come Crosetto, si spinge a pensare che Monti cerchi continui pretesti per portare i pidiellini alla rottura, e poter poi giocare le sue carte correndo con i centristi alle prossime elezioni. 

Di certo c'è che il panorama politico resta molto fluido. Al centro Casini accelera sul progetto della casa dei moderati, dopo aver mandato di fatto in soffitta quello del Terzo Polo provocando, raccontano i retroscena, l'ira di Fini e dei suoi. A Casini si rivolge ancora Bersani: “scelga tra noi e la destra regressiva”, incalza il leader del Pd convinto che la foto di Vasto, l'alleanza con Di Pietro e Vendola, non basti e che occorra allargare il fronte. “Anche i democratici possono rappresentare i moderati - avverte Bersani rivolto ancora a Casini - Il prossimo candidato premier tocca a noi”.