24/08/2019
15/06/2012

Gioco, spettacolo, meraviglie, visioni, sonorità, letture, immaginazione

"Biancaneve e il cacciatore"
Un mash-up del moderno immaginario collettivo fantasy e d'avventura, per un film di grande successo al botteghino ma che non riesce a fare il salto nella categora dei cult


 "Biancaneve e il cacciatore" è  il titolo del film diretto da Rupert Sanders e interpretato da Kristen Stewart, Chris Hemsworth, Charlize Theron e Sam Claflin, uscito negli States il 1 giugno - sbancando il botteghino con oltre 100 milioni di incasso finora - e atteso sugli schermi italiani per l'11 luglio.



Già fissato quindi il sequel per questa ennesima narrazione del mito di Biancaneve, che azzera la lezione "buonista" di Disney e ritorna sui temi maturi del racconto originale.

Ricordiamo infatti che "Biancaneve" nasce come fiaba  che affonda le radici nelle più antiche tradizioni orali di tutta l'Europa. E' una favola cruenta, ricca di pericoli, minacce e morte per tutti protagonisti, monito per i buoni, morale per i cattivi, anche nella versione "moderna", quella fissata su carta dai fratelli Grimm nel XIX secolo.

E a questa visione adulta, ritorna il film della Universal, aggiornando tutti i protagonisti e gli scenari riportandoli al massimo delle loro capacità visionarie ed epiche per il pubblico di oggi.

Innanzitutto gli attori protagonisti: Kristen Stewart, Biancaneve, si porta con sé tutti gli innumerevoli fan di Twilight; Kristen Stewart, il cacciatore, è il Thor cinematografico, nuovo idolo delle folle femminili (e non solo) dopo il recente "Avengers"; Charlize Theron, la regina cattiva, è un polo di attrazione perfetto per tutta la fascia d'età sopra i 40 anni.



E poi la pozza dei miti al quale la sceneggiatura attinge: i nani sono giostrati come ne "Il Signore degli Anelli" di Peter Jackson, Biancaneve è una donna guerriera come la "Giovanna d'Arco" di Luc Besson, la foresta incantata è piena di animali e creature magiche degne di film cult come "Legend" di Ridley Scott e "Labyrinth" di Jim Henson o anche dalla "Principessa Mononoke" di Miyazaki.

Il rischio era di creare un piatto dai fantastici ingredienti singoli ma dal pessimo sapore complessivo. Invece il mash-up è riuscito e il pubblico internazionale sta premiando questa scelta concettuale, rispetto alla sciapetta e dimenticabile versione melensa di Biancaneve con Julia Roberts e Lily Collins di pochi mesi fa.
La strega Theron è magnifica. Rabbiosa e impazzita, più che cattiva. Vittima prima di diventare carnefice. Splendida la sua messa in scena interiore, esteriore e anche "sartoriale": la sua evoluzione negli abiti, da candidi a oscuri a orrorifici, batte il ritmo perfettamente con le sue vicende nella storia.

Nel suo complesso però non tutto convince fino in fondo. Il pubblico più smaliziato non potrà fare a meno di notare che il film, raggiunto proprio il momento che dovrebbe essere il suo apice - la morte di Biancaneve - crolla verticalmente esi trascina in maniera frettolosa e semplicistica verso il finale, anch'esso occasione incredibilmente sprecata, rispetto alle premesse immaginifiche che erano state messe sul piatto fino a quel momento.

Tutto il reparto delle splendide creature mostruose e incantate messo in campo, viene dimenticato nell'ultima parte - e solo i nani rimangono all'altezza (scusate il gioco di parole) delle premesse, anche nella battaglia conclusiva.

Altra grande falla, che non permette al film di puntare all'empireo dei film di avventura come  "Guerre Stellari", "Indiana Jones", "Superman", etc. è la mancanza di una colonna sonora o almeno di un tema degno di tale nome.
Una serie di musiche pseudoceltiche strimpellate in sottofondo, non rimangono in nessuna maniera nelle orecchie del pubblico. Anche in questo caso, solo le cantate dei nani attorno al fuoco sono degne di nota, ma certo non abbastanza da passare alla storia.

Ma questa debolezza nel finale non pare fermare il pubblico, che si riversa nelle sale a rimpinguare le casse  dei cinema d'oltreoceano.
Col grande successo, non può mancare ovviamente la polemica: i nani del film non son interpretati da veri attori nani, ma sono attori di normale statura, ridimensionati successivamente nelle operazioni di post produzione. La decisione non è per nulla piaciuta all’associazione "Little People of America" che ha minacciato un’azione legale. L’organizzazione da sempre verifica che le persone nane non siano discriminate e che avvenga l’occupazione di questa specifica categoria di persone «in tutti i possibili ruoli che richiedano tali caratteristiche fisiche». Cosa che questa volta non è avvenuta.
Ma anche la polemica ovviament, serve a far parlare del film.

L'11 luglio, data dell'uscita nelle sale italiane, vedremo come i vacanzieri italiani accoglieranno la guerriera Biancaneve.