L'incubo 7 giorni fa ma la terra trema ancora
BOLOGNA - Il sisma in Emilia: aperti due nuovi campi di accoglienza. Assistite 7 mila persone; 1.400 i volontari, 500 provenienti da altre regioni
A una settimana dal sisma continua il lavoro dei soccorritori a sostegno degli sfollati che ormai sono 7 mila. Uomini della Protezione civile, volontari, vigili del fuoco e tecnici stanno verificando l'agibilità degli edifici lesionati. Due nuovi campi d'accoglienza, nelle province di Ferrara e Modena. Uno dei due è stato allestito a San Carlo colpito dal fenomeno della 'liquefazione' delle sabbie che fa sprofondare gli edifici.
I volontari della Protezione civile impegnati nelle zone colpite sono circa 1.400, di cui 500 provenienti da altre regioni, dal Friuli alla Basilicata. Al lavoro anche 700 vigili del fuoco - che hanno fatto in totale 3.400 interventi di soccorso e migliaia di verifiche statiche. In campo ogni giorno anche geologi, ingegneri e architetti. Dalla scossa del 20 maggio di magnitudo 5.9 a oggi le scosse sono state 417. In particolare tre di magnitudo superiore a 5.
Oggi le prime messe nelle tensostrutture, come quella nella tenda della protezione civile a Mirandola. Pur tra mille difficoltà, gli abitanti vogliono andare avanti. Ma hanno paura di essere abbandonati. A dirlo è, per tutti, il sindaco di Finale Emilia, Fernando Ferioli: “Il problema è il Governo centrale”. Il problema più sentito nelle zone sconvolte dal sisma, spiega, è il lavoro: “Non ci abbandonate da questo punto di vista – chiede Ferioli nel suo appello - Perché ben vengano le sospensioni di tributi come l'Imu ma se poi non hai più il lavoro. Tanto varrebbe consentire di utilizzare quel che si risparmia con la sospensione dei pagamenti per far ripartire l'azienda, la fabbrica, riparare il capannone. Abbiamo bisogno di questo, e ne abbiamo bisogno in fretta”.





