23/05/2013
03/05/2012

Francia 2012, l’ultima sfida

Scintille per il confronto Tv Hollande-Sarkozy. Il socialista ostenta sicurezza e calma. Il presidente-candidato mostra tutta la rabbia di chi deve recuperare

sarkTre ore di serrato duello in diretta tv, chiuso, secondo molti osservatori, a favore di Hollande. Un faccia a faccia all’ultimo respiro fra Sarkozy e l’avversario socialista in vista del ballottaggio per l'Eliseo, di domenica prossima. I conduttori hanno fatto fatica anche solo a porre domande in un dibattito ricco di colpi di scena. Più sicuro e meno aggressivo, Hollande,  è riuscito a tenere a freno il presidente uscente Sarkozy, apparso più volte in affanno, soprattutto sulle difficoltà economiche della Francia. Sarkò ha ripreso vigore solo su temi come immigrazione e nucleare.

“Lei mente! Lei mi insulta, Lei mi calunnia”, per calcolo o per vero nervosismo Sarkò ha attaccato, dando più volte, al suo sfidante, del bugiardo. Accuse a cui Hollande ha risposto con pungente calma: “Adesso alla parola menzogna, si unisce la calunnia. La mancanza di rispetto è una sua metodologia”. 

I temi affrontati sono stati diversi, dall'aumento dei prezzi del carburante, alle pensioni, dalla crisi economica alla scuola pubblica, alla disoccupazione, dal deficit pubblico, dall'immigrazione al nucleare fino alla politica internazionale. Non sono mancati nemmeno molti riferimenti all'Italia. Hollande ha citato Mario Monti come voce autorevole, sottolineando che, come lui, è “convinto che non si possa vivere in recessione”, e ha poi attaccato l’avversario con un riferimento all'ex presidente del Consiglio italiano.”Berlusconi  tuo amico, sta nel tuo partito”, il Ppe, ha detto Hollande. “No, non è mio amico”, ha ribattuto Sarkozy.

L'intervento di Hollande è iniziato con il tema della giustizia sociale. “Voglio essere il presidente della giustizia, perchè stiamo attraversando una crisi grave che colpisce i pi deboli. Io vorrei che la giustizia fosse al centro delle mie decisioni: giustizia sociale, fiscale e territoriale”, ha detto il candidato socialista in apertura, attaccando poi Sarkozy sulla sua convinzione di aver tenuto unito il Paese durante gli anni di mandato. “Io non sono un uomo di un partito, non parlo solo alla sinistra, ma a tutti i francesi”, ha detto Sarkò. 

Il presidente uscente, fin dall'inizio, ha cercato di far leva sulla fiducia dell'elettorato e sulla necessità di apparire “veri” davanti occhi degli elettori. “La Francia - aveva detto in apertura del confronto - non si può permettere di sbagliare”. Presto però il presidente ha lanciato il primo affondo, rinfacciando allo sfidante di “non aver detto una parola”, quando in campagna elettorale dai socialisti è stato “paragonato al maresciallo Petain”.  

Tra i primi argomenti trattati, il debito pubblico, su cui Hollande ha attaccato, sostenendo che sia “raddoppiato” durante l’amministrazione Sarkozy.  Frecciate sono per arrivate anche sulle politiche del lavoro, che Hollande ha definito un “fallimento”, facendo riferimento all'alta disoccupazione, arrivata al 10%. La competenza sulla disoccupazione, ha detto il presidente uscente, è “divisa fra regioni, ufficio di collocamento, e altri enti. Non è colpa esclusivamente dello Stato”. “Lei dice sempre che non è colpa sua”, ha ribattuto Hollande, su tutti i fronti, su temi come “disoccupazione”, “innovazione”, ma anche sui conti deficitari del commercio con l'estero. “Qualsiasi cosa succeda - ha attaccato Hollande - lei è sempre contento, anche se i francesi hanno meno soldi”. 

Sarkozy si  è  quindi attaccato al legame con Angela Merkel. “La Germania - ha detto rivolgendosi all'avversario -  ha fatto esattamente il contrario della politica che lei propone”.  Forte il confronto anche sul tema delle tasse. “Signor Hollande, lei vuole meno ricchi, mentre io voglio meno poveri” ha detto il presidente uscente. “La Francia con la Svezia è lo Stato in cui le tasse sono più alte. E lei  favorevole ad aumentare ancora l'imposizione”, ha aggiunto Sarkò.
 

Dopo una prima ora di difficoltà, Sarkozy ha provato a riprendere slancio facendo leva sulla sua maggiore esperienza nel panorama europeo. “Hollande - ha rimarcato Sarkò - non conosce bene l'Europa e non sa che in Europa non basta battere il pugno, ma bisogna trovare dei compromessi. Questa  l'Europa di Monet, De Gaulle e Delors, questa  l'Europa dove bisogna capirsi”. Poi il presidente-candidato ha affermato, rivolgendosi a Hollande: “Lei mi ha detto che abbiamo cercato di risolvere la crisi in ritardo, ma lei - ha chiesto Sarkozy, con tono ironico - pensa che fosse agevole farlo, che bastasse arrivare in giacca e cravatta, pensa sia stato facile?”. Abbiamo evitato l'annichilimento della Grecia e l'implosione dell'euro, fondato sul tandem franco tedesco”, ha concluso Sarkozy. Adesso la parola passa agli elettori.