24/05/2013
18/04/2012

Monti: “Evitato choc distruttivo, ora le riforme”

Il premier: “Non ci sarà crescita fino al 2013. Ci battiamo per scongiurare un destino simile a quello della Grecia". Confindustria rilancia l'allarme lavoro

moxLa crescita in Italia non tornerà fino al 2013 e ora bisogna impegnarsi sul fronte delle riformeproprio per dare vigore alla ripresa. Questo in sintesi il messaggio lanciato dal premier Mario Monti, in occasione del varo del Documento di economia e finanza. “Occorre contrastare la corruzione, il lavoro nero e l'evasione fiscale”, spiega Monti ai giornalisti. “Siamo molto impegnati su questi fronti. Non è possibile aspettare che la tempesta passi e la parentesi si chiuda”, - aggiunge il premier che paventa scenari inquietanti:“La crisi che viviamo dal 2008 – dichiara Monti  - può avere un impatto duraturo e profondo sul potenziale di crescita dell'Italia, anche se è stato evitato uno shock distruttivo”.

Nella Relazione al Def, Monti spiega che l'Italia “ha messo in sicurezza i conti” con uno “sforzo collettivo” ma ancora “molto resta da fare”, si legge nella relazione del premier. Solo nel 2013 si avrà “un avanzo primario pari al 3,9%. Il debito è stato posto su un sentiero di riduzione progressiva e durevole. E' - sottolinea Monti - uno sprint realizzato con uno sforzo collettivo del Parlamento, delle parti sociali e di tutta la parte produttiva del Paese oltrechè del governo. Ma molto resta da fare per risolvere ritardi accumulati negli anni e debolezze radicate”. “Ristabilire un'Italia capace di crescere è un compito appena iniziato. Ci battiamo ogni giorno per evitare il drammatico destino della Grecia”, ricorda il premier.

Sul versante delle entrate il presidente del Consiglio ribadisce che “in futuro i proventi della lotta all'evasione fiscale dovranno essere utilizzati anche per ridurre le tasse”. Intanto Confindustria rilancia l'allarme lavoro: “Le aspettative delle imprese, sia nel manifatturiero sia nei servizi - ricorda il Centro studi di viale dell'Astronomia -  indicano nei prossimi mesi ulteriori riduzione di manodopera a causa della ricaduta nella recessione e delle ristrutturazioni rese ormai obbligate dal perdurare dei bassi livelli di attività”. In Italia le ore autorizzate di cassa integrazione hanno giàiniziato a risalire rapidamente: in febbraio +49,1%, seguito dal +21,6% in marzo, un incremento quasi cinque volte superiore rispetto a quello dovuto ai fattori stagionali. Il totale sfiora i 100 milioni. In forte crescita i lavoratori in mobilità: 152mila a ottobre 2011, +20,9% in due anni.


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