Scontro Monti Marcegaglia
Confindustria, testo pessimo. Premier, una riforma così se la sogna
Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro, con il nuovo articolo 18, approda inparlamento. L'esame partirà martedì 10 dal Senato, dopo che il presidente Napolitano, ha firmatol'autorizzazione alla presentazione del ddl alle Camere. Il testo licenziato dal governo conferma, sul nodo più dibattuto, quello dell'articolo 18 appunto, la possibilità che il giudice ordini il reintegro nei casi in cui accerti “la manifesta insussistenza” del licenziamento economico.
Negli altri casi illegittimi resta l'indennizzo 12-24 mensilità. La Cgil approva, la Confindustria attacca e avverte sulla tenuta occupazionale delle imprese. il premier, Mario Monti, torna a difendere la riforma, non esclude il ricorso alla fiducia “potrebbe essere uno strumento utile” e ribatte al numero uno degli industriali, Emma Marcegaglia, secondo cui il “testo è pessimo”. “fino a tre mesi fa si sarebbe sognata una riforma del genere", risponde Monti, in serata. Le imprese, aveva spiegato questa mattina da Napoli, “sono insoddisfatte perché avrebbero voluto la sparizione complessiva della parola reintegro dal panorama: credo che nel tempo considereranno che la permanenza di questa parola è riferita a fattispecie estreme e improbabili”.Parole che “considero un auspicio” perché “non ci siano imprese che vogliono licenziare illegittimamente”, commenta Susanna Camusso , leader della Cgil, che considera l'introduzione della possibilità del reintegro nei licenziamenti economici 'insussistenti' “un primo risultato della mobilitazione”.
Sul fronte opposto arriva la protesta proprio di Confindustria: la Marcegaglia parla di “mezza riforma”, di risultato “al ribasso”. “il testo è pessimo. non è quello che abbiamo concordato", attacca parlando al Financial Times. Così le imprese ridurranno l'occupazione, avverte, chiedendoche il parlamento cambi il ddl, altrimenti “sarebbe meglio niente”. D’accordo con lei il presidente designato di Confindustria, Giorgio Squinzi. Pronta la replica del premier: “si assuma la responsabilità di quello che ha detto”, afferma Monti.”Rispetto la Confindustria", come tutte le partisociali, ma “il mestiere del governo è un mestiere diverso: capire l'interesse generale”.
Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero non riesce a trattenere l’irritazione per l’offensiva del mondo imprenditoriale contro la riforma del lavoro e per le dichiarazioni fortemente critiche rilasciate da Emma Marcegaglia in un’intervista al Financial Times. “E’ una reazione incomprensibile - dice il ministro del Lavoro - di fronte a un cambiamento marginale e ragionevole che non stravolge certo il senso della riforma”. La Intanto arriva l'ok della commissione Ue, che parla di riforma ambiziosa e ne ritiene “ora cruciale l'adozione da parte del parlamento”. Ma l'iter parlamentare non si preannuncia facile. “Monti ha incontrato separatamente Bersani, ha ceduto su punti che avevadefinito decisivi e intoccabili e solo dopo ha allargato la riunione agli altri leader che sostengono il governo. Questo aumenta considerevolmente la nostra autonomia”, dice il capogruppo Pdl al senato, Maurizio Gasparri.
Il Pdl chiede di cambiare la riforma e annuncia la richiesta di modifichesulla flessibilità in entrata e la tutela delle Pmi. La Cgil assicura, comunque, che proseguirà la mobilitazione, eventualmente anche con Cisl e Uil, per “presidiare” la discussione sul ddl e migliorarlo a partire da precarietà e ammortizzatori; per ridurre la pressione fiscale su lavorodipendente e pensionati e ottenere provvedimenti per la crescita e posti di lavoro. Il pacchetto di 16 ore di sciopero già proclamato viene confermato ma sarà articolato, nel direttivo del 19 aprile, su questi punti, e non più sulla richiesta del reintegro. Ma in casa Cgil la Fiom non cede. Maurizio Landini esprime “un giudizio negativo” sul ddl e in particolare sull'articolo 18 sostiene che lo “svuota di valore: il risarcimento economico diventa la regola, il reintegro un miraggio”. Per questo chiede lo sciopero generale.





