19/05/2013
14/07/2012

Rai, subito esame conti

ROMA – Dalla prossima settimana partono riunioni tra dg e deleghe

taraVarcherà la soglia di Viale Mazzini lunedì il neopresidente Rai Anna Maria Tarantola. Qualche presentazione e poi inizia il lavoro. Già da martedì primo Cda per l'indicazione del direttore generale, Luigi Gubitosi, che dovrà poi essere formalizzata con un passaggio in assemblea e nuovamente in consiglio. Poi mercoledì nuova riunione dell'organismo di vertice con lo scoglio delle deleghe al presidente. Nei primi punti dell'agenda del presidente c'é però lo stato dei conti aziendali, prima ancora del capitolo nomine, che probabilmente verrà affrontato dopo la pausa agostana.

A preoccupare è soprattutto il calo degli introiti pubblicitari che, nonostante il buon andamento di giugno legato agli Europei di calcio, potrebbe portare a un passivo nel bilancio di fine anno, secondo le ultime proiezioni, intorno ai 60-100 milioni di euro con una raccolta complessiva per il 2012 sotto i 900 milioni. Per recuperare il gap servirà senz'altro una manovra correttiva, ma non è escluso che il piano di risanamento del nuovo vertice risulti più incisivo e punti ad intervenire anche sull'indebitamento di 300 milioni della tv pubblica.

Tra le possibili operazioni, anche in vista del nuovo piano industriale, c'é la vendita degli asset passivi di Ray Way, come terreni, torri e personale di manutenzione, che potrebbe fruttare intorno ai 500 milioni di euro. Un'iniezione di liquidità, che potrebbe concludersi entro il 2013, in grado di portare all'azzeramento dei debiti. Possibile anche la dismissione parziale del patrimonio immobiliare - viale Mazzini e via Teulada - che potrebbero fruttare alcune centinaia di milioni di euro al netto dei costi della riconversione.

Altra ipotesi, per recuperare liquidità, è la revisione dell'attività aziendale, con una riduzione dei 14 canali televisivi, eventualmente fino a 6-8, che libererebbero uno o due multiplex, che potrebbero essere venduti o affittati. Tale operazione potrebbe poi portare a interventi sul personale in esubero. Sullo sfondo c'é il capitolo dell'evasione del canone, con minori entrate annue per circa 500 milioni: tra le possibili soluzioni il pagamento in bolletta elettrica, con l'Imu o nella fiscalità generale.

All'orizzonte ci sono anche le nomine. Tutti le aspettano dopo l'estate e c'é chi è pronto a giurare che nell'incontro di Palazzo Chigi dei giorni scorsi, più che rassicurazioni sulle entità delle deleghe al presidente, il Pdl abbia ottenuto garanzie su alcuni nomi.