18/05/2013
24/05/2012

Dimesso Gotti Tedeschi

CITTA’ DEL VATICANO – Dopo la sfiducia votata all’unanimità lascia il presidente dello Ior, la banca della Santa Sede

gotrti“Un voto di sfiducia del Presidente, per non avere svolto varie funzioni di primaria importanza per il suo ufficio”, sono queste le ragioni delle dimissioni Ettore Gotti Tedeschi dal2009 presidente della Ior.  Domani si riunirà la Commissione Cardinalizia per trarre le conseguenze della delibera del Consiglio e decidere i passi più opportuni per il futuro.

Il motivo è da collegare al braccio di ferro che da mesi Gotti Tedeschi aveva avviato con ambienti vaticani sull'applicazione della legge sulla trasparenza finanziaria per i contrasti nati all'interno dell'ente. Qualche tempo fa, Jp Morgan aveva chiuso il conto dello Ior, considerato un “ente a rischio”. Ai primi di marzo la banca vaticana era entrata nel mirino delle indagini della procura di Roma per presunte violazioni delle norme antiriciclaggio. 

Sullo Ior sono anche in corso indagini della Procura di Milano per diverse centinaia di milioni di euro utilizzati in maniera “non consoni ai principi dell'Istituto”. Gli inquirenti mirano a verificare i rapporti tra il San Raffaele e la Banca Vaticana, nell’inchiesta che ha portato all'arresto di diversi esponenti della Fondazione tra i quali Giancarlo Grenci, vicino a Comunione e Liberazione e Pierangelo Daccò.

“Denaro e Paradiso” è il titolo di un suo libro del 2004, ma anche una sorta di motto sotto il quale riassumere la vita e il lavoro di Gotti Tedeschi che da sempre si è mosso con grande naturalezza nei salotti buoni della finanza e nella Curia romana, nelle stanze del ministero dell' Economia, come consigliere di Tremonti, e nelle aule delle università, coniugando “economia globale e mondo cattolico”.

Sessantasette anni, cinque figli, professore di 'Etica della finanza' all'università Cattolica di Milano, editorialista dell"Osservatore Romanò, Gotti Tedeschi muove i suoi primi passi nel mondo della finanza a Parigi, come consulente della Metra-Sena, per poi passare in quella vera e propria 'nave scuola' della grande economia internazionale che é l'americana McKinsey.

Considerato molto vicino a Benedetto XVI e al segretario di Stato, Tarcisio Bertone Gotti Tedeschi è autore di una visione etica dell'economia. A suo parere non è il capitalismo in sé ad aver portato agli eccessi e ai guasti della crisi, ma la “crescita drogata dal debito” portata avanti dagli Stati Uniti. 

Le vere radici della crisi, ha avvertito più volte, vanno cercate nel tema del crollo delle nascite e del sostegno alla famiglia. Teorico di una "good bank" internazionale che investa centinaia di miliardi nei Paesi poveri in modo da innescare un boom economico a vantaggio non solo delle popolazioni locali ma anche di tutti i Paesi più sviluppati, da mesi mette in guardia dalle colonne dell' 'Osservatore Romano' dai rischi dei fondi sovrani. E invita a non 'sparare' sui banchieri: “non sono i derivati o i bonus il male del mercato, ma solo l'uso che se ne fa”.