Campagna Usa tra politica estera ed economia
ESTERI - Il repubblicano Mitt Romney in Israele promette di spostare l'ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Obama invece gioca la sua rielezione sull'economia
La campagna elettorale americana sembra essersi spostata fuori dai confini nazionali. Il repubblicano Mitt Romney è in Israele, dopo la tappa inglese e quella polacca, nel tentativo di dimostrare di poter essere un candidato credibile anche per la politica estera.
A Londra la gaffe sulle olimpiadi l'ha decisamente smentito, a Varsavia è stato più prudente, ma è in Israele che Romney ha giocato la sua carta più alta. Sapendo che la lobby ebraica americana conta molto sul piano elettorale, ha dichiarato di essere pronto, se fosse eletto alla Casa Bianca, a trasferire l'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, “l'unica vera capitale dello stato d'Israele”, ha detto. Una decisione che nessun presidente degli Stati Uniti, e nessun paese occidentale, avevano finora preso.
Barack Obama, che invece si gioca la rielezione sull'economia, manda in Europa il suo il ministro delle Finanze Geithner per incontrare il collega tedesco Shaeuble e subito dopo il presidente della Bce Mario Draghi. La Casa Bianca è estremamente preoccupata che la crisi europea finisca per far sprofondare in una seconda recessione la fragilissima ripresa degli Stati Uniti, dove la crescita dei consumi è stata solo dell'uno e mezzo per cento questa primavera, la più bassa in un anno.





