19/10/2019
06/02/2013

Africa + Cina = meno conflitti

Gli investimenti cinesi in Africa portano lavoro e benessere, diminuendo così le occasioni di conflitto. E' quanto sostiene il diplomatico africano impegnato sul fronte della pace nel continente Olusegun Akinsanya

David Musyoka e Shao Xinlian per Xinhua News (Cina), 28 gennaio 2012


Gli investimenti cinesi in Africa portano lavoro e benessere, diminuendo così le occasioni di conflitto. E' quanto sostiene il diplomatico africano impegnato sul fronte della pace nel continente Olusegun Akinsanya, direttore regionale dell'Institute of Security Studies ed ex Ambasciatore Nigeriano in Etiopia e presso l'Unione Africana. All’origine di gran parte dei conflitti africani c’è lo sfruttamento delle risorse, ha detto Akinsaya, secondo il quale la corsa alla ricchezza diminuirà quando il continente avrà raggiunto un livello di industrializzazione tale da garantire a sempre più persone l'accesso a redditi più alti. 


"La Cina dovrebbe andare avanti con gli investimenti in Africa, in modo da aggiungere valore ai nostri prodotti, facilitando di conseguenza quel livello di industrializzazione che permetterebbe la riduzione i conflitti" ha dichiarato Akinsanya all'agenzia cinese Xinhua. "La Cina sta facendo molto bene in Africa, le relazioni sino-africane sono andate molto avanti. Basti per esempio pensare allo sforzo economico sostenuto dalla Cina per dare all'Africa questo edificio" ha detto, facendo riferimento alla sede del quartier generale dell'Unione Africana, dono appunto del governo cinese. 


“Ma, sia chiaro, le sfide da affrontare in Africa sono molte, proprio perché siamo un continente emergente. Anche la criminalità va diffondendosi e diventando sempre più sofisticata. E' per questo che abbiamo bisogno di partnership più radicate con Paesi come la Cina, che dispone di mezzi economici adeguati" ha sottolineato il funzionario, secondo il quale l'Africa potrebbe trarre beneficio dalla potenza militare cinese per l’equipaggiamento della ASF, la African Standby Force, un corpo di peacekeeping di pronto intervento in via di organizzazione. Nell’intervista all’agenzia di stampa cinese il diplomatico ha detto inoltre che l’ASF ha problemi di finanziamenti dovuti più a carenze logistiche che al numero di soldati messi a disposizione dagli stati membri dell'Unione Africana. I soldati sono infatti facili da mobilitare, mentre scarseggiano elicotteri, aerei e carri armati, per l’acquisto dei quali il continente africano dispone di scarse risorse. Ciò vale, per esempio, per la Commissione Economica per gli Stati dell'Africa Occidentale, che vorrebbe partecipare alla missione UA in Somalia, per la quale però non ha fondi sufficienti.