21/05/2013
18/04/2012

Salta incontro Berlusconi-Monti

ROMA - Il rinvio dopo l’annullamento del beauty contest. La notizia arriva pochi minuti dopo la fine della conferenza stampa del governo. Mediaset all'attacco

paxNel giorno in cui il Consiglio dei Ministri vara il documento economico finanziario, passo importante per il governo impegnato a dare risposte sia alle turbolenze dei mercati che sul futuro del nostro paese,  monta la polemica sulle frequenze tv digitali.

Questione evidentemente spinosa per il Pdl. Monti oggi ha difeso l'annullamento del beauty contest, l'accordo che le assegnava gratis a Rai e Mediaset e Berlusconi che domani aveva in programma un pranzo con il premier, a sorpresa lo ha annullato.

“Il governo ha preso una decisione che, come presidente del Consiglio, appoggio e difendo”, risponde lapidario il premier. Monti si schiera senza incertezze dalla parte del ministro Passera che ieri aveva formalmente posto fine alla vicenda delle frequenze, scatenando le ire del Pdl.

Immediata la reazione del Cavaliere. Già ieri, attraverso il fedelissimo Romani, si parlava di tradimento, di vendetta ‘ad personam’. Oggi la decisione di annullare l’incontro. “Per non alimentare polemiche e per evitare o prevenire insinuazioni malevole”, si legge in una nota del Pdl. Primo a dare la notizia, su twitter, è Giuliano Ferrara che giudica un grande errore la decisione di Berlusconi. la spiegazione ufficiosa è che l'incontro viene cancellato perchè non si pensi che l'ex presidente del Consiglio sarebbe andato a parlare col suo successore di frequenze tv. In realtà secondo voci di Palazzo Grazioli circola un'altra versione. Il Cavaliere si sentiva sicuro di una decisione a lui non sfavorevole e quando ieri ha appreso la novità si è sentito tradito da Monti. 

Questa mattina il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, aveva  aperto i lavori dell'assemblea della società. “Il punto è politico. Parteciperemo (all'asta delle frequenze tv)? – ha detto Confalonieri ai giornalisti - ancora non possiamo dirlo. Vedremo la disciplina dell'asta che farà Agcom”. Sulla vicenda, ha aggiunto davanti all'assemblea degli azionisti, “c'è stata demagogia, far pagare alle ricche televisioni le frequenze anzichè diminuire i redditi dei cittadini con nuove tasse. Siamo proprio sicuri che l'asta produrrà introiti significativi per lo Stato?”. 

Confalonieri si è detto anche certo che le polemiche non finiranno: “Possiamo fin da ora prevedere che neanche l'asta metterà fine alle polemiche sui regali, a meno che a Mediaset venga ingiustamente impedito. Siate sicuri che andremo comunque avanti per difendere i nostri diritti”.

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