18/09/2019
10/09/2010

Castro: "Il socialismo
non funziona"

A sorpresa Fidel Castro critica il modello economico socialista. Il Lider Massimo, nell'intervista rilasciata ad un periodico americano, pronuncia parole dure contro Ahmadinejad, che nega l'Olocausto

Il modello economico socialista "non funziona". A pronunciare queste parole non è il padre del capitalismo, bensì Fidel Castro, che dopo quattro anni di silenzio a luglio era tornato sulla scena, con nuove sortite.

L'ultima appare come un mea culpa su quanto proprio lui aveva introdotto a Cuba nel 1959, dopo la sua Revolucion. L'84enne ex presidente dell'isola caraibica, in un'intervista alla rivista americana The Atlantic,  ha affermato: "Il modello economico cubano non è più adatto al nostro Paese".

Un'ammissione che ha lasciato di stucco molti ma che, secondo Julia Sweig, esperta di politica estera che ha affiancato il giornalista americano Jeffrey Goldberg intervistatore di Castro, il messaggio è più sottile: Castro "non stava rifiutando le idee della rivoluzione" ma piuttosto "ammetteva che nel modello cubano lo Stato ha un ruolo troppo massiccio nella vita economica del paese".

Inoltre, secondo Sweig, Castro vuole creare uno spazio per il fratello Raul, al quale ha affidato nel 2006 il governo di Cuba. L'isola caraibica sta vivendo una forte crisi e nuove riforme sono necessarie alle sorti del paese.
Il Lider Maximo ha anche pronunciato parole dure contro Ahmadinejad, reo di negare l'Olocausto e diffamare gli ebrei: "Gli ebrei vengono diffamati da oltre duemila anni. L'Iran dovrebbe capire che il popolo ebraico sopravvissuto grazie alla sua religione e alla sua cultura, è stato cacciato dalla sua terra e perseguitato in modo terribile in tutto il mondo e per tutto questo tempo".

Ma qualche tempo fa il Fidel si era detto pentito anche sugli errori commessi nei confronti degli omosessuali, negli anno successivi alla Rivoluzione: "Se qualcuno è responsabile sono io - ha detto Castro - Non darò la colpa a nessuno. Personalmente non ho pregiudizi. Sono stato immerso nei problemi della crisi del 1962, della guerra, nelle questioni politiche. Affrontare la Cia che ha pagato così tanti traditori, non era facile me se qualcuno si deve prendere la responsabilità di certe mancanze, io mi prendo la mia. Non considero nessun altro responsabile".