17/10/2019
13/07/2016

Tg3 Comics - Digital Inclusion à la Spider-Man

Uno sguardo su tutto il mondo del fumetto e su tutto il mondo, visto dai fumetti

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DIGITAL INCLUSION à la SPIDER-MAN

Come le avventure a fumetti dell'Uomo Ragno 

hanno accompagnato lo sviluppo del Computer e della Rete


 

    -- di Riccardo Corbò



L’uso del computer e delle Reti inizia a svilupparsi alla metà del secolo scorso.

Alla fine degli anni ’50 viene creata negli Stati Uniti l’ARPA (Advanced Research Projects Agency) con lo scopo di portare avanti ricerche e realizzare progetti che potessero espandere le frontiere della tecnologia e della scienza (ovviamente per scopi militari, principalmente).

Con un articolo del 1960 dal titolo "Man-Computer Symbiosis", lo psicologo Joseph C.R. Licklider espone le sue idee sull'interazione tra la logica algoritmica dei computer e quella euristica umana.
Licklider ritiene che si deve puntare su una rete di "centri di pensiero", in cui al posto dei radar ci siano terminali interattivi, in grado di interfacciarsi con dei computer contenenti vaste biblioteche.

I circa 20.000 terminali presenti negli USA nel 1964 sono ancora di stretto uso scientifico e per la popolazione rimangono qualcosa di esotico, misterioso e immaginifico, capace di eseguire qualunque cosa. 



È così che Stan Lee, uno dei creatori e scrittore di Spider-Man, fa affrontare a L’Uomo Ragnouno tra i suoi primissimi avversari, proprio un computer! 




Sul n.8 della testata “The Amazing Spider-Man” datato gennaio 1964, il “Living Brain”, il cervello vivente, viene portato in visita agli studenti del liceo dove studia Peter Parker.




Il computer - come l’influenza della fantascienza del periodo obbliga, quella di Asimov in testa – è concepito come forma umanoide, si muove sulle gambe e ha l’uso delle braccia. 
Ovviamente essendo un computer “può rispondere a qualunque domanda”.
Da sempre, da ben prima di Wikipedia, Yahoo Answers o Google, l’uomo della strada punta sul Computer per avere risposte immediate a qualunque suo quesito.




È così che la classe di Peter Parker chiede al Cervellone di svelare l’identità segreta di Spider-Man.



Il Computer, con gli opportuni tempi di elaborazione, fornisce la risposta, ma all’epoca non esiste il PC user friendly, e quindi la risposta esce stampata in un qualche linguaggio macchina. 



Come qualunque avventura super che si rispetti, a quel punto però il computerone viene sabotato dai cattivi, impazzisce – anche questo di obbligo per una intelligenza artificiale, nelle paure dell’uomo comune – e Spider-Man può disattivarlo salvando a quel punto anche la sua identità segreta!





Passano dieci anni e la scienza informatica si è ampiamente evoluta. La Rete ARPANET continua a crescere. Nel 1970 raggiunge la Costa Est, con tredici nodi a fine anno.
Nel 1975 saranno cinquantasette, e ARPANET viene dichiarata “operativa”.
Nel 1973, tramite collegamento satellitare, si era collegato anche un nodo norvegese, rendendo la Norvegia il primo paese al mondo, fuori dagli USA,  connettersi alla Rete. Poco dopo si connette anche Londra.
Viene sviluppato il protocollo TCP/IP, si gettano le basi per Internet. 


Questo fermento tecnologico e le sue possibilità vengono captate dal fumetto, ed è sempre Spider-Man a fare da apripista nei comics. 
Sul n. 155 di “The Amazing Spider-Man”, dell’aprile del 1976, lo scrittore Lein Wein e il  disegnatore Sal Buscema preveggono  - in maniera ovviamente avventurosa e inquietante – il World Wide Web.




La Polizia americana ha collegato in un unico Data Base tutti i DB delle centrali di polizia di tutto il mondo, creando così una rete di dati utilissima e potentissima.
Il computer viene denominato, nella storia “World wide Habitual Offenders”, ovvero “criminali abituali di tutto il mondo”. 




Due cose sono interessanti a livello storico: la prima è la grandezza del Computer.
Il grado di realismo è aumentato, ormai nessuno pensa più che sia credibile o verosimile un computer di forma umana e il computer è disegnato in maniera realistica.
E’ immenso, occupa una intera stanza, dalle pareti fino al soffitto, e può utilizzarlo solo un tecnico specializzato, un ingegnere in camice bianco.
Per l’outpout ci sono enormi bobine e monitor a pixel a fosfori.





La seconda particolarità è ancora il concetto di intelligenza artificiale “esoterica” che l’uomo della strada si porta appresso. 
Anche in questo caso il computer impazzisce, ma in maniera particolare.
Essendo una rete di Data Base dei dati dei peggiori criminali del pianeta, il computer contenendoli tutti ne diventa la summa.
Il suo cervello elettronico, pieno di informazioni criminali, lo trasforma in un iper criminale cibernetico artificiale.




Insomma, negli anni ’70 si pensava che unendo in rete i computer si sarebbe creata ovviamente, senza dubbi, una incredibile mega coscienza mondiale (invece si sono creati i social network...).

Da notare la battutona di Spider-Man, che definisce il computer un “IBMbecille”.





Il terzo e per ora ultimo passaggio di questo viaggio nell’evoluzione del computer e delle Reti, è del 2002, su “The Amazing Spider-Man” n.39 del vol.2.
Lo scrittore è Michael J. Straczynski, il disegnatore John Romita Jr.

Siamo ai giorni nostri e tutto si è compiuto. Sono passati trenta anni e la parabola della mitologia digitale ha perso ogni potenza.

Internet è nato, si è sviluppato, è passato da piccoli circoli di addetti ai lavori o smanettoni, ad essere di dominio comune.

Nel 1991 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim Berners-Lee ha definito il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), che permette una lettura ipertestuale, non-sequenziale dei documenti e dato vita al World Wide Web.
Il primo browser moderno il Mosaic, viene realizzato nel 1993.
Google nasce a cavallo tra il 1997e il 1998.
Nel 2001 viene lanciata Wikipedia da Jimmy Wales e Larry Sanger.




Nel 2002 Il PC è ormai un comune elettrodomestico.  
È solo una delle tante macchine di uso quotidiano, fa da sfondo allo svolgimento della storia, non crea problemi, ha perso ogni pathos, ogni drammaticità.



Piccolo, inscatolato, immemore delle sue azioni, senza alcuna coscienza, è presente ovunque e tranquillamente usato da chiunque con facilità, come  l’anziana Zia May – per consultare un quotidiano on-line o inviare mail. 





Anche se l'epoca dei Social nel 2002 deve ancora venire -  e i movimenti di pressione mediatica del pubblico dal basso non hanno ancora quel potere che si svilupperà a partire dalla nascita di Facebook (2004), Twitter (2006), Youtube (2005) e via dicendo - gli utenti hanno già, ed usano ampiamente uno strumento di comunicazione ben più diretto, immediato, penetrante, verso i grandi gruppi di comunicazione e di potere.

E' la e-mail, la "lettera elettronica", che Zia May sta usando in questo caso per far sapere ai giornali e alle Tv che come pubblico, comprerà quelli che sostengono Spider-Man, e boicotterà quelli che ne parlano male.

Anche se di uso comune recente, l'e-mail nasce all'inizio degli anni '70.
Tra i vari tecnici che hanno contribuito al suo sviluppo, Ray Tomlinson è considerato il pioniere, essendo stato il primo a spedire una mail nel 1971, decidendo di usare il segno "@" come separatore tra il nome dell'utente e quello demma macchina di invio.






Ma il principale scopo e sdoganamento della Rete non è l'informazione e la comunicazione, dicono i dati mondiali. Come sa bene questo ragazzetto, il web invece che portarci verso nuove frontiere della scienza, viene usato per scopi ben più prosaici... come guardare le donnine nude!





Sic Transit Gloria computatórium!