22/10/2019
06/10/2011

Gioco, spettacolo, meraviglie, visioni, sonorità, letture, immaginazione

Steve Jobs

5 ottobre, muore Steve Jobs a 56 anni. Lo vogliamo ricordare con alcuni video che mostrano alcune delle frontiere dell'immaginario che ci ha aperto.
I primi due video riguardano i primissimi giochi rilasciati nel 1984, per l'Apple II.
Sono videogiochi assolutamente ingenui e anche ridicoli per gli standard di oggi. Non erano il massimo dell'avanguardia neanche all'epoca: in quegli anni i videogiochi "da bar" ma anche alcune piattaforme domestiche, il Commodore 64 tra tutti, erano notevolmente avanti nel settore ludico, rispetto alla Apple.
La casa della mela sfornava computer sostanzialmente destinati al lavoro, e i videogame erano una parte marginale dei suoi software.
Ma i due video rimangono una curiosità storica, e vanno gustati come tali.

Il primo è "Beyond Castle Wolfenstein", che vede il giocatore nei panni di un commando alleato che penetra in una fortezza nazista, con lo scopo di sterminare tutti i soldati tedeschi.




Il secondo video è una recensione/commento in inglese alla versione per Macintosh di  "Lode Runner", altro platform game, basato su un sistema di scale e trabocchetti.




Rimanendo nel 1984, non possiamo non ricordare lo spot cult che presentava al mondo il primo Macintosh.
Passato in televisione solo una volta, il 22 gennaio del 1984, durante il terzo quarto del XVIII Super Bowl, fu proietatto successivamente solo nei cinema.
Riprendendo l'idea del 1984 di George Orwell, lo spot mostra come il Mac avrebbe permesso di annullare per sempre la dittatura mediale del Grande Fratello.
Interessante, in questi giorni di discussione sull'uso del corpo della donna, la scelta di inserire una bella e cosciata ragazza, come salvatrice dell'umanità, nonché punto focale dell'attenzione di tutto gli acquirenti maschi.



Chiudiamo il ricordo dell'eredità di Jobs, con un ulteriore salto indietro nel tempo. Nel 1977 va in onda il primo spot televisivo della Apple, sponsorizzato dalla High Technology, Inc. un negozio di computer di Oklahoma City.
Questo allora era l'avanguardia (era possibile scoprire addirittura quanto fa 8+4, se guardate bene nel video!!), e l'Ipad era qualcosa di assolutamente oltre la fantascienza.
Chissà tra trentacinque anni, come riderà di noi la prossima generazione e quale strumento ora inimagginabile sarà l'oggetto dei desideri del futuro.




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Guido Pancaldi

Non ha avuto lo stesso impatto sul mondo di Steve Jobs, ma sicuramente è rimasto nella memoria e nel cuore di milioni di italiani.
Guido Pancaldi, uno degli arbitri della storica trasmissione televisva "Giochi senza Frontiere", è morto il 4 ottobre ad Ascona, nel Canton Ticino in Svizzera.
Pancaldi aveva 89 anni, ed insieme a Gennaro Olivieri aveva condotto il notissimo gioco in TV, dal 1965 al 1982, con alcune riprese saltuarie negli anni successivi, per puntate commerative.
"Jeux sans frontières" fu in origine creato da Guy Lux, Pierre Brive, Claude Savarit e Jean-Louis Marest, pare addirittura basandosi su una idea originale del generale De Gaulle (che voleva così unire con lo sport e con il divertimento, la gioventù francese e quella tedesca del secondo dopoguerra).
In questo filmato del 1976, possiamo vedere, a parte il famoso via alle sfide dei due arbitri, una delle tipiche sfide divertenti e surreali dei giochi.






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Le avventure di Tintin: il segreto dell’Unicorno il 28 ottobre nei cinema 

"Le avventure di Tintin: il segreto dell’Unicorno", il film in 3D che vede affiancati Steven Spielberg e Peter Jackson ( il primo come regista, il secondo come produttore) uscirà in Italia il prossimo 28 ottobre e sarà presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma (27 ottobre – 4 novembre, Auditorium Parco della Musica).

 La pellicola è stata girata interamente con la tecnica del “motion capture” e si ispira ai personaggi creati da Hergé famosi in tutto il mondo. Protagonista il giovane attore inglese Jamie Bell (reso celebre dalle sue interpretazioni in "Billy Elliott" e "Flags of Our Fathers"), che sfilerà sul red carpet del Festival.

“Ho scoperto Le Avventure di Tintin nel 1981, dopo la presentazione del film I predatori dell’Arca perduta – dice Steven Spielberg – Secondo una recensione, per il personaggio di Indiana Jones mi sarei ispirato ad Hergé. Quando poi comprai i libri del disegnatore e li lessi, ne rimasi completamente folgorato e pensai subito che le avventure di Tintin sarebbero state dei film fantastici. Con Jurassic Park – continua il regista – ho superato le frontiere della delle tecnologie d’animazione digitale, ma non ho mai diretto un film d’animazione. Lavorando a Le Avventure di Tintin sapevo che, per onorare al meglio il lavoro di Hergé e restare il più fedele possibile ai suoi disegni e alle tonalità cromatiche che li caratterizzano, era necessario adottare la tecnica del ‘motion capture’, in grado di captare il movimento degli attori creando un mix tra realtà e cartoon”.

"Sono fan di Tintin dall'età di otto anni ed è una vita che leggo le sue avventure senza mai stancarmi, appaiono sempre come storie nuove – racconta Peter JacksonSapevo anche che Steven Spielberg aveva da tempo acquisito i diritti e in qualità di fan, non di produttore, ero in attesa dell'uscita del film, chiedendomi per vent'anni come sarebbe stato realizzato. Quando poi sono stato coinvolto da Spielberg nel progetto, per me è stato un momento fantastico, ho realizzato il mio sogno di bambino".

Il film racconta la storia del giovane  reporter Tintin che si ritrova tra le grinfie del diabolico Ivan Ivanovitch Sakharine, convinto che abbia rubato il tesoro del pirata Red Rackham. Insieme al suo cane Milou, all’irascibile Capitano Haddock e ai detective pasticcioni Thompson&Thomson, Tintin si ritroverà a viaggiare attraverso il mondo alla ricerca dell’Unicorno, una nave naufragata coperta da una antica maledizione ma che potrebbe nascondere anche la chiave di un’immensa fortuna.