20/06/2013
02/06/2012

Festa della Repubblica 
nel segno dell'Emilia

ROMA - Celebrazioni in tono minore, solidarietà con i terremotati. Ma è sempre più ampio il fronte degli oppositori alla parata militare

paradeOgni cosa è stata ridotta al minimo. Un minuto di silenzio per ricordare le vittime del sisma. Cancellate fanfare e marce; in cielo solo gli elicotteri adibiti ai controlli di sicurezza. Le Frecce tricolori questa volta non hanno solcato il cielo. Solo qualche autoblindo per trasportare gli anziani ex combattenti e partigiani. In strada, quasi tutti a piedi. E' questa la parata militare del 2 giugno ai tempi della crisi economica. Con il cuore rivolto ai terremotati dell'Emilia, come voluto dal capo dello Stato.

Ci sono Monti e i ministri, ci sono i presidenti delle camere ma manca il sindaco di Roma, Alemanno. Di Pietro e Maroni, assenti e polemici, attaccano sui costi della parata. “Una mancanza di rispetto - dice il leader Idv - mentre ci sono famiglie che piangono i loro cari”. “Soldi buttati nel cesso”, taglia corto Maroni. Da sinistra Ferrero parla di una classe politica che sancisce la distanza del palazzo dalla gente comune. 

Alla fine Giorgio Napolitano ringrazia il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, per i “toni di sobrietà ed essenzialità che si impongono nel difficile periodo che sta attraversando il Paese, colpito in questi giorni da accadimenti sconvolgenti e gravi perdite di vite umane”.

L’appuntamento ai Fori Imperiali - il 66mo - sempre al centro di polemiche da parte di antimilitaristi, sinistra e Lega, vede quest'anno allargarsi il fronte degli oppositori. Perché spendere soldi e tempo per una costosa parata militare? Quirinale e Difesa hanno cercato di disinnescare le critiche sforbiciando pesantemente. 2.500 uomini rispetto ai seimila dell'anno scorso, niente sistemi d'arma e niente Frecce Tricolori. Il tutto chiuso nel giro di un'ora. Al costo di meno di 3 milioni di euro, invece dei 4,3 dello scorso anno.